L’Indie, il ConcertOne e la rivincita degli Steve Urkel

Ieri ho visto in tv qualche momento del Concertone del Primo Maggio a Roma, evento che dal 1990 viene organizzato da CGIL, CISL e UIL, per festeggiare tutti i lavoratori. E’ una vera e propria maratona musicale che inizia nel pomeriggio per terminare in tarda serata e che vede avvicendarsi sul palco artisti italiani ed internazionali che richiamano una folla oceanica di spettatori, quest’anno circa 900.000 nell’arco dell’intera giornata.

Dopo questa breve parentesi sul concerto – e accennando appena a tutta una polemica che mi sale spontanea ogni anno, sul fatto che il Primo Maggio stia lentamente perdendo il suo vero significato di festa dei lavoratori e momento di riflessione in cui essi possono ricordare e rivendicare i loro diritti (vedi alla voce: morti sul lavoro, mobbing, precariato, contratti barzelletta, Partite Iva ecc. ecc) per trasformarsi in un evento musicale in cui poco è lasciato ai temi sociali – ho notato che il cast di quest’anno è stato un potpourri di musica Indie italiana ed internazionale.

L’aggettivo “Indie” sta per “Indipendente”, identificando però non uno stile di musica vero e proprio – come può essere il Rock, il Pop o il Blues – ma il modo in cui essa è (o dovrebbe essere) fatta, ovvero fuori da tutto il circuito delle Major (le più importanti case discografiche) e lontano da ciò che viene definito Mainstream (di tendenza, di massa, “popolare”).

Con il passare del tempo però, la musica Indie è stata associata a tutta quella frangia di nuovi cantautori italiani, anche molto diversi tra di loro per temi affrontati e musicalità: dalle canzonette de Lo stato sociale, ad uno degli apripista del genere in Italia ovvero Brunori SAS, all’appallamento di Vasco Brondi, e via dicendo.

La musica Indie potrebbe essere definita anche un po’ “fighetta ma faccio finta che me ne frego” e generalmente il classico assiduo ascoltatore di tale musica è l’hipster: quello che va alle degustazioni di vini al centro sociale occupato, che beve birra artigianale al birrificio che usa il luppolo a km zero, che ha barba curata e/o il risvoltino ai pantaloni.

10441421_10205300840473563_2781147976975053306_n-e1493740915684.jpg
Dalla pagina fb:” Star Walls”

….un pò lo Steve Urkel di “Otto sotto un tetto”!

steve-urkel-costume-3b

Attenzione a voi, ragazzi delle scuole medie e superiori che vi divertite a bullizzare il vostro compagno di classe secco, secco, quattr’occhi ed invisibile alle ragazze! Domani potrebbe essere il nuovo Tommaso Paradiso e diventare famoso e fare strage di cuori e voi vi pentirete amaramente e lo invidierete assai!

Capita spesso che artisti indie diventino poi molto famosi ed escano dalla loro nicchia per concedersi alle masse. Ora, questa cosa è buona e giusta se si tratta ad esempio dei Calibro 35, Brunori SAS, Francesco Motta, Giorgio Canali e Rossofuoco ma diventa per me inspiegabile se parliamo dei TheGiornalisti o de Lo Stato Sociale (opinione personalissima)

No perché dai…non ti basta saper strimpellare la chitarra e mettere giù un testo orecchiabile con qualche frase in croce per essere un cantautore e, soprattutto, non risultare irritante al popolo…devi avere anche un po’ di contenuti (opinione personalissima anche questa)

Se sento ancora una volta “L’ amore al tempo dell’IKEA” mi sanguinano le orecchie. Per coloro che non hanno idea di cosa essa sia …guardate ve la posto rischiando la sordità.

Vedendo il Concertone del Primo Maggio mi sono però resa conto di essere alquanto ignorante musicalmente, anche se mi atteggio ad esperta.

Quindi ammetto candidamente di non aver mai sentito parlare prima d’ora di: Aran Malikian, Public Service Broadcasting, Artù, Braschi, Maldestro, Geometra Mangoni, La Rua (una versione all’italiana e un pò più fighetta dei Mumford and sons mi è parso di capire…ora magari me li ascolto perchè che i Mumford and sons mi piacciono!)

Voi si? Li conoscevate? Ma sul serio? Ma davvero già conoscevate uno che ha “Maldestro” come nome d’arte? Se rispondete di si o siete fans di nicchie di mercato che contano non più di 500 persone o mentite spudoratamente per farvi i fighi!

Comunque, dopo aver confessato di non conoscere certi artisti sono pronta ai vostri insulti ma anche ai vostri suggerimenti musicali in fatto di musica indie (e non). Cosa mi consigliate di ascoltare?

Era poi presente uno sprazzo di rock e di musica senza tempo: Ermal Meta (Salito alle luci della ribalta dopo Sanremo ma a me piaceva già quando suonava con i La fame di Camilla), Samuel (ti prego torna con i Subsonica! Ti prego in ginocchio!) Planet Funk, Bennato, Teresa De Sio, Fabrizio Moro, Après la Classe (ancora “salentu lu sule lu mare lu ientu”…perfavore basta), Marina Rei.

Gli altri sono nomi noti e tutti, appunto, indie che più indie non si può: Bombino, Ex Otago, Luci della Centrale Elettrica (Vasco dai fallo un sorriso ogni tanto!) Brunori SAS, Motta, Levante, Lo Stato Sociale (Riporto testualmente dal sito del Concertone:”si definiscono ironicamente come una band di cinque ragazzi bolognesi che fanno canzonette”. Bravi, esatto. Avere consapevolezza dei propri limiti è importante).

Ed infine gli Editors come ospiti internazionali. E’ un gruppo che amo molto e che seguo da anni, fin dal loro primo album del 2005 “The Blak Room”. Hanno una musicalità in bilico tra il pop e l’elettronica che ascolto sempre volentieri. Li ho visti in concerto e li rivedrei mille volte. La frase che caratterizzerà il concerto degli Editors nella mia memoria sarà sempre il commento dell’amico Luke: “I Negramaro a questi qui gli accordano le chitarre”. Grandi musicisti e Tom Smith è bonissimo!

photo

Per approfondire l’argomento ho fatto una playlist con artisti indie italiani. Alcuni mi piacciono più di altri ma ho cercato di farla variegata e per tutti i gusti! Ci ho messo anche Fast Animals and Slow Kids, i Tre Allegri Ragazzi Morti, Iosonouncane, Il Teatro Degli Orrori, The Zen Circus, Giorgio Canali e Rossofuoco, Levante, Mannarino, Management del Dolore Post Operatorio (ma dove li trovano stì nomi????).

Una bella playlist lunga che potete ascoltare mentre fate le pulizie di casa…o quello che vi pare!

Annunci

4 pensieri riguardo “L’Indie, il ConcertOne e la rivincita degli Steve Urkel

  1. Sarà che sono bolognesi e quindi per me partono avvantaggiati ma Lo Stato Sociale per me non è così male.. Buona Sfortuna mi fa sganasciare, oltre al video che è geniale. E pure i Thegiornalisti, ma non sono un’esperta!
    Sono troppo indie?!?!

    Mi piace

    1. Ho demonizzato Lo Stato Sociale,poveretti! 🙂
      A mio parere fanno anche canzoncine carine che ascolto una, due volte, poi basta. Non è il gruppo che metterei il loop, ecco…. Non mi dicono molto ma forse non “arrivano” a me. E comunque loro “Sono così indie che il blog è fuori moda!”
      I Thegiornalisti non mi piacciono proprio.
      O tu sei troppo Indie o io sono troppo anziana dentro…o tutte e due le cose! 🙂

      Piace a 1 persona

I commenti sono chiusi.