La Delorean e Tre vecchi 45 giri

Black River, dove sono cresciuta, è uno dei tipici piccoli comuni del Sud Italia colpito dall’emigrazione di giovani menti. Questo ha fatto sì che il paese si svuotasse perdendo un po’ quelle che sono le sue caratteristiche di comunità viva e attiva. I giovani che sono rimasti lo hanno fatto per un fortissimo attaccamento alle proprie radici – chiamiamole genitori, fidanzato/a, attività di famiglia o semplicemente voglia di rimanere dove sono nati – e sono stati costretti ad adattarsi o a reinventarsi, con più o meno successo. A volte si sono scontrati con una mentalità poco aperta al cambiamento e alle nuove iniziative dato che il paese è  prevalentemente “anziano”.

C’è stato però un periodo della sua storia in cui Black River era sì vivo, attivo e pieno di ragazzi, ovvero il periodo del boom economico a cavallo degli anni ‘60 e ‘70.

In questo contesto di novità e di benessere sono cresciute e diventate adulte le donne che mi circondano.

La mia famiglia annovera un certo numero di donne e quindi, come si può facilmente immaginare, si chiacchiera molto e, di solito, un grande classico delle ferie in famiglia è il momento Amarcord del racconto di “quando eravamo ragazze”.

Io ho sempre ascoltato quelle storie con curiosità, immaginando le feste in casa, i giri in vespa e in maggiolone, la moda e il modo di fare di quei ragazzi, fino al momento in cui, in quegli anni, non mi ci sono affacciata.

In famiglia tutti sanno della mia passione per la musica e i vinili e qualche tempo fa la mia Nonna Papera (di cui, a destra, abbiamo una diapositiva) indexmi ha regalato una cosa meravigliosa: il 45 giri di Adamo con “Lei” e “Non mi tenere il broncio” del 1965, quello di Dean Martin con “Everybody Loves Somebody” e “In The Chapel In the Moonlight” e quello di Mina con “Citta vuota” ed “E’ inutile”, entrambi del 1964.

All’inizio in realtà ero un poco “scettica” verso quei 45 giri e pensavo: “bellissimi oggetti di antiquariato, li conserverò con cura e li spolvererò”. D’altronde io non avevo mai tenuto in mano un 45 giri e non ero neanche certa che il mio giradischi li leggesse! Avevo la stessa espressione convinta di quando ho assaggiato il Tofu per la prima volta, ho comprato una stella di Natale alla Coop e mi sono iscritta in palestra. Epperò…se il Tofu al primo assaggio mi ha fatto schifo e ha continuato a farmi schifo anche dopo, se la stella di Natale non è arrivata a Capodanno, se la mia iscrizione in palestra si è trasformata in questo blog…io ho messo su il 45 giri di “Città vuota” e dopo 50 anni Mina mi urla dalle casse: “Io vedo intorno a meeeeee chi passa e vaaaaaaa ma so che la città… vuota mi sembrerà se tu non sei qui con me!!!!”.

Ho appoggiato la testina del giradischi certa di sentire solo parole biascicate e melodie distorte dagli anni, è chiaro che il suono non è quello puro e limpido a cui siamo abituati oggi e c’è in sottofondo il leggero gracchiare del tempo…ma vuoi mettere l’emozione?

Ho ascoltato questi vecchissimi 45 giri ed è passato Marty McFly con la Delorean a portarmi indietro nel tempo.

Mi sono ritrovata ad una festa nel salotto di una casa privata e lì, accanto alla vetrinetta con le bottiglie in bella mostra di Sambuca Molinari, Fernet Branca e Amaro Florio, c’è il giradischi su cui la più scafata del gruppo ha messo Dean Martin per ballare un lento con il ragazzo più carino.

Li vedo che ballano, le ragazze in minigonna, o con vestiti colorati a stampe optical e maxi bracciali e i ragazzi in camicie con volant, collettoni e dalle fantasie improbabili.

feshionblog
foto da: “fashionblog”. Guardate che le mode sono cicliche, ritornano. Preparatevi anche a questo!

Ho rotto le scatole ad all the family e mi sono fatta tirare fuori le vecchie fotografie di quando erano ragazzi. Sfogliandole ho visto ricordi di feste di scuola superiore con completi pantalone a zampa di elefante, sandali con zeppe vertiginose e capelli liscissimi. Erano esattamente come li avevo immaginati: con la cedrata Tassoni in mano non ancora toccati dalla vita. Che meraviglia!

Non nascondo che essermi tuffata negli anni della spensieratezza della mia famiglia mi ha commosso (ho sempre detto di essere una nostalgica con animo anziano) ma mi anche un po’ preoccupato: cosa penserà di me mio figlio quando sui social vedrà le mie foto ai concerti con la birra in mano? Perderò tutta la mia autorità genitoriale…già lo so. Ho capito, chiudo facebook. Da oggi solo foto private e rigorosamente in bianco e nero!

Comunque, tornando ai 45 giri, devo riconoscere, con un certo disappunto, di essermi persa della grande musica del passato. Adamo ad esempio lo conoscevo solo per “La notte” e anche “E’ inutile” di Mina non l’avevo ancora mai sentita.

I testi di queste canzoni sono semplici, orecchiabili e “pop” ma alcuni sono di una profondità e chiarezza incredibile, in grado di fotografare in maniera precisa una situazione ed uno stato d’animo. La musica è quella cassica del tempo: una band (complessino, nel gergo dell’epoca) che fa accordi semplici e per lo più funzionali alla potente voce del cantante.

Vi posto i video di youtube di alcuni pezzi dei 45 giri di cui vi ho parlato e ci aggiungo una delle mie canzoni preferite: “Il cielo in una stanza” che sarà la colonna sonora del primo ballo a due se mai un domani mi sposerò (e, come direbbe mia madre:”Passa l’Angelo e dice : “Amen”)

Che ne pensate delle canzoni dell’epoca? Avete anche voi una canzone “vintage” che vi è rimasta nel cuore?

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