Quando la musica è al servizio della città.

Quando ho aperto questo blog mi sono ripromessa di evitare il più possibile di essere “Bologna-centrica”. Magari ad uno che abita a Canicattì (ammesso che qualcuno mi legga a Canicattì) può non importare un fico secco della movida estiva Bolognese o di come Bologna sia cambiata nel tempo. Mi sono però resa conto che, per una che vive qui e che scrive di come la propria vita incontra la musica, è impossibile prescindere dal racconto di questa città. Soprattutto d’estate, quando fioriscono in ogni angolo iniziative di vario genere incentrate su concerti ed esibizioni dal vivo.

Una cosa che mi piace molto di Bologna, e che vorrei raccontare, è di come abbia saputo rigenerarsi, rivalutarsi e farsi bella, recuperando luoghi storici ma abbandonati e allo sfascio, per farne centri di aggregazione all’insegna dello stare insieme…e se uno di Canicattì decidesse di farsi un giretto da queste parti, avrà anche qualche dritta in più.

Un posto dove vado spesso a passare le mie serate estive è il Parco del Cavaticcio. Ogni anno, nel mese di giugno, è la location della sezione musicale del Biografilm Festival.

Il Biografilm è un festival cinematografico di carattere internazionale, che si tiene a Bologna dal 2005, interamente dedicato alle biografie (i cosiddetti Biopic) e ai documentari a tema. In ogni edizione ha ospitato autori, registi, produttori e personalità varie del cinema, della musica e dello spettacolo.

Parallelamente al Biografilm Festival, c’è appunto il Biografilm Park, iniziativa che vede in cartellone tutta una serie di eventi musicali (rigorosamente aggratis) che richiamano un fiume umano di gente.

Il Biografilm Park è iniziato il 9 giugno e quindi, se solo ora ne scoprite l’esistenza, mi dispiace dirvi che vi siete persi, tra gli altri, Cristina Donà ed Enzo Avitabile ma avete tutto il tempo per recuperare con Motta, Dente, Zen Circus, Ex Otago.

Prendete nota và, vi posto qua il programma.

https://www.biografilm.it/

PS…io il 15 vado a sentire Motta…evvivaaaaaa

Il Parco del Cavaticcio ha tutta una sua lunga storia di trasformazione e di riscatto.

Non tutti sanno che Bologna è una città d’acqua e che, sotto i portici e le trattorie dove strafogarsi di tagliatelle, è attraversata dal torrente Aposa e da una fitta rete di canali artificiali derivati, tramite chiuse, dai fiumi Reno e Savena. Anticamente questi canali servivano per il rifornimento idrico della città per gli usi domestici, per usi industriali – concerie, cartiere o per la lavorazione dei tessuti, – o per fornire energia idraulica ai mulini dei vari opifici.

La zona del Canale del Cavaticcio (che, nelle tre foto sopra vediamo in immagini dell’epoca raccolte dall’Organizzazione “Genius Bononie”, dalla Regione e dal sito “Bologna mia”) , grazie ad un salto di circa 14 metri dovuti ad un dislivello naturale, serviva ad alimentare sia il Porto del Navile (…a Bologna c’era un porto…) che si trovava dentro l’antica cinta muraria, sia le pale di molti mulini da grano.

Tra il 1931 e il 1932 il canale fu coperto, molte case e opifici furono demoliti fino ad arrivare agli anni 50 e alla costruzione dei nuovi palazzi che si notano in questa foto

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La foto viene dalla collezione dell’Organizzazione “Genius Bononiae”. La didascalia cita: “la splendida inquadratura documenta gli ultimi resti della via Fontanina, strada scomparsa negli anni Trenta del Novecento per consentire la costruzione dell’odierna via Marconi. Nella zona erano molte le attività artigianali che utilizzavano l’acqua delle cascatelle del Cavaticcio come forza motrice. Il Cavaticcio venne coperto tra il 1930 e il 1932. Furono demolite case e opifici. Questa immagine risale agli anni del secondo dopoguerra: sopravvivono ancora alcuni degli antichi edifici ed è ancora visibile una caduta d’acqua. Tutto sparirà definitivamente di lì a poco. A destra svettano nuovi palazzi”

Fra gli anni Settanta e Ottanta divenne il regno degli spacciatori di eroina, una zona di evidente degrado abbandonata a se stessa in centro città.

Fino a quando non si diede il via ad una serie di azioni di riqualificazione del  Parco e, per prima cosa, si decise di scoprire nuovamente il canale e recuperare quella che era la sua antica struttura trecentesca.

Ora il parco è così:

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E d’estate arriva ad essere così:

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Capirete come il Cavaticcio diventi un punto di ritrovo imprescindibile per l’estate Bolognese!

Ah…gli Ex Otago sono il 20…mi sa che vado anche lì!

Novità di quest’anno invece è il Guasto Village che sarà visitabile dal 15 giugno al 30 settembre.

Se avete studiato a Bologna o se ci siete anche solo passati da turisti, di certo avrete fatto una camminata in via Zamboni ovvero la via dell’Università in pieno centro storico. Sono inoltre convinta che, arrivati a metà di questa via, abbiate ammirato il Teatro Comunale e siate stati inondati da un fastidioso olezzo.

Ok, siete al Giardino del Guasto.

Mi piange il cuore a dirlo ma quello che ricordo del Giardino del Guasto è la costante puzza. Frequentato da gente non molto raccomandabile, è (era) un giardino architettonicamente carino ma infrequentabile.

Però ha una storia affascinante che risale al 1507 e alla distruzione del palazzo della famiglia gentilizia bolognese dei Bentivoglio.

In quella che oggi è l’attuale via Zamboni si trovava l’imponente palazzo Bentivoglio, proprietà dell’omonima famiglia, che volle una dimora che simboleggiasse la loro signoria sulla città. L’edificio aveva 244 stanze ed era abbellito da fontane, affreschi e statue. Si è cercato di ricostruirne l’aspetto basandosi su testimonianze dell’epoca dato che, di questo palazzo, non ne è rimasto neanche un mattone.

I Bentivoglio furono i signori della città dal 1401 circa fino al 1506 e regnarono spesso in contrasto con il potere papale fino a quando Papa Giulio II, affiancato dalle altre famiglie nobiliari bolognesi, li costrinse all’esilio nella primavere del 1507 e decise di radere al suolo il palazzo,  convinto così di evitarne il ritorno.

Il palazzo fu quindi lasciato in mano alla furia del popolo che lo saccheggiò e lo demolì pezzo per pezzo per poterne poi riutilizzare anche il più piccolo mattone. Tutto quello che non poteva servire: calcinacci, terraglia e altri ruderi, furono ammonticchiati in un angolo fino a formare una collina artificiale di detriti. La zona dove sorgeva il palazzo dei Bentivoglio, pur essendo molto ambita, in un quanto molto vasta e nel cuore cittadino, non venne comprata da nessun’altra famiglia. Nessuno voleva costruire dove sorgevano le rovine dei Bentivoglio e fu così per più di 200 anni, fino a quando il Comune non decise di rilevare il terreno e di dare il via, del 1756 alla costruzione del Teatro Comunale.

Intanto la collina di detriti rimase li…e diventò il Giardino del Guasto, abbandonato a sé stesso fino al 1969 quando si tentò di recuperare l’area ristrutturandola e adibendola a verde pubblico.

Con i disordini avvenuti nel 1977 a seguito dell’uccisione dello studente Francesco Lorusso, l’area attorno al Teatro Comunale fu scenario di continue manifestazioni di protesta. A queste seguì il dilagare dell’uso di droghe e allucinogeni, e l’uso frequente da parte dei loro consumatori dello spazio del Giardino, che fu presto identificato come luogo destinato all’uso delle siringhe e allo spaccio.

Dato che questo contesto di degrado non piace a nessuno, e men che meno ai residenti, questa estate 10 container ed una edicola ospiteranno attività culturali e commerciali come mostre di artisti italiani ed internazionali, Workshop sul riuso e la riparazione degli oggetti,  bar, un bistrò e….una radio!!!

Un container sarà affidato a Radio Città del Capo (una delle radio più ascoltate di Bologna) che farà dirette e trasmissioni live raccontando quello che succede in città …e ci sarà anche un negozio di vinili.

Io appena apre mi ci fiondo. Poi vi racconterò e vi terrò aggiornati con tante foto!

Questo è il progetto

http://comunicatistampa.comune.bologna.it/files/guasto-village.pdf

Questo post è un pò fuori dai canoni del blog ma spero vi abbia fatto piacere fare un giro nella Bologna di ieri e di oggi e spero di avervi dato qualche spunto in più per le vostre accaldate serate.

Ah dimenticavo…il 16 giugno parte anche il BOtanique!

http://www.botanique.it/programma/

Sono ormai vari anni che questa rassegna porta, nei giardini dell’area universitaria di via Filippo Re, nomi della musica nazionale ed internazionale. Negli anni io ci ho sentito: Afterhours, Perturbazione, Eagles of Death Metal, A Toys Orchestra ecc. ecc.

Il BOtanique è bello perché è fresco…smangiucchi qualche cosa e bevi una birretta sotto gli alberi…e ti salvi dalla terribile afa bolognese.

Questi sono alcuni dei luoghi dell’estate bolognese, la maggior parte dei quali sono stati strappati all’incuria per essere donati alla città e destinati alla musica e alla cultura.

Nel post oggi poca musica ma solo perchè si spera di vederne tanta dal vivo!

Io comunque con tutte queste iniziative credo di aver bisogno del dono dell’ubiquità…

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