Quelle cover così brutte che ti viene da ridere.

Venerdì scorso, nell’ambito della manifestazione “La Repubblica delle Idee” sponsorizzata dal quotidiano “La Repubblica”, sono andata ad ascoltare Assante e Castaldo ed una loro Lezione di Rock su David Bowie.

Loro sono due giornalisti e critici musicali vecchia scuola che, già da qualche anno, tengono queste lezioni raccontando la storia di grandi artisti del panorama musicale nazionale ed internazionale.

Sono incontri interessanti dove vengono svelati anche molti aneddoti o curiosità dell’artista in questione, con l’aiuto di videoclip originali.

Venerdì, oggetto della lezione, è stato appunto David Bowie. Uno dei passaggi che mi è piaciuto particolarmente è stato quando si è parlato di come la musica del Duca Bianco abbia influenzato artisti molto diversi da lui, sia per stile musicale che per “generazione”. Abbiamo poi ascoltato The Man Who Sold The World dei Nirvana del 1994 che è la cover dell’omonimo pezzo di Bowie del 1969

In questo stesso week end i Radiohead, sul palco di Monza, hanno suonato Creep, brano che li rese famosi ma che fu poi rinnegato dalla band in quanto, nelle esibizioni dal vivo degli inizi di carriera, il pubblico si presentava principalmente per ascoltare Creep e manifestava un certo disappunto se la scaletta del concerto non la prevedeva…e così decisero di archiviarla per un bel po di anni.

A farci sentire ancora di più la mancanza del pezzo originale, contribuì Vasco Rossi che, nel 2009, decise di farci una cover dal titolo  Ad ogni costo.

Dato che oggi è domenica, fa caldo, alcuni si stanno godendo la brezza marina della Riviera o sono chiusi in casa abbracciati al condizionatore, altri fanno la pennichella pomeridiana…insomma…c’è solo voglia di nullafacenza e leggerezza, io ho deciso di fare un post degno di una lettura da spiaggia poco impegnativa con una piccola e personale classifica delle cover.

Ma non delle cover belle, bensì delle cover più brutte che io abbia mai ascoltato.

Per rinfrancare i timpani però, sotto c’è una playlist di Spotify con alcune delle cover più  belle…così non mi farò odiare troppo.

QUINTO POSTO – Fiorello con “Si o No”

Correva l’anno 1993 e Rosario Fiorello, reduce dal successo del Karaoke e ancora con il codino e le giacche con le spalline dai colori improbabili, ci deliziava con un album dal titolo Spiagge e Lune. Tra le varie hit di quest’album troviamo il brano San Martino, rifacimento pop – dance della poesia di Carducci (che io lo vedo il poverò Giosuè che si rivolta, ancora oggi, indignato nella tomba…) e sopratutto la mitica Si o No, cover di Please Don’t Go dei Double You (quella che ballavano le ragazze di Non è la rai a bordo piscina…dai avete capito) a sua volta cover del pezzo dei KC and the Sunshine Band.

Fiorello la traduce anche in italiano e il risultato è super trash!

QUARTO POSTO – Britney Spears con “I Love Rock And Roll”

L’originale è di Joan Jett che era credibile in quello che cantava!. La reginetta del pop della nostra adolescenza, per essere più rock, cavalca una Harley vestita di pelle nera….Britney dai, non sei convincente.

TERZO POSTO – Jovanotti feat Luca Carboni con “O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”

Nel 1993 Luca e Jova ci fecero gli auguri di Natale con questa cover di More Then Words degli Extreme

Chiaramente il testo è la summa del buonismo (che a Natale ci può anche stare, in fondo…) con tutta quella serie di frasi del tipo: “Il Mondo non è cambiato, pace in terra non c’è”, “Razzismo,  guerra e fame uccidono le persone”, “ Stringiamoci le mani”, “Torno a casa da mamma e papà”…tutto il repertorio del “E’ Natale, volemose bene”.

Potete dire che questo pezzo vi piace solo se il Natale del 1993 ha per voi bellissimi ricordi di regali e/o sbronze, altrimenti è trascurabilissimo.

SECONDO POSTO – Marco Masini con “E chi se ne frega”

Quando ho scoperto che Marco Masini ha fatto, nel 2001 una cover di Nothing Else Matters dei Metallica, io vi giuro non sapevo se ridere o scoppiare a piangere. Voglio dire…lo dovrebbero sapere i cantanti che cimentarsi con mostri sacri della musica e con pezzi “icona” non è da tutti, è un’impresa difficilissima e si rischia il ridicolo ad ogni nota, no? A quanto pare Marco Masini non lo sapeva.

il testo poi è un capolavoro con roba come “l’iguana dei passi tuoi”, “il tuo inguine di vita orchidea”…guardate vi posto il video con il testo così lo potete seguire attentamente perchè “il tempo si ambigua”…il video fa morire dal ridere!

PRIMO POSTO – Vasco Rossi con “Ad ogni costo”

Chiaramente al primo posto non poteva esserci che lei!

Premetto che a me Vasco piace e sono molto contenta che abbia raggiunto il record di biglietti venduti per il suo concerto ad Imola però per fare questa cover ha decisamente volato troppo alto…

Comunque non capisco come mai le cover più trash sono sempre italiane.

Toh, beccatevi la playlist di cover bellissime!

 

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9 pensieri riguardo “Quelle cover così brutte che ti viene da ridere.

    1. Ciao! Molto vero il tuo post. condivido quello che hai detto…e credo proprio che leggerò anche il libro che hai suggerito! Nel frattempo ti ringrazio di essere passato a leggermi e del tuo commento!

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  1. il fantasmagorico mondo delle cover è in continuo aggiornamento.. ogni tanto ne compare una di cui non si sapeva l’esistenza… recentemente abbiamo scoperto questa chicca: “Gesù Cri” di Nino D’Angelo 😀

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