Al lido “La Perla” si ascoltavano i REM.

Oggi è il mio onomastico. Che oggi è il mio onomastico non lo sa nessuno tranne la mia famiglia e il Calendario di Frate Indovino, l’unico calendario al Mondo che riporta il mio nome.

Per la maggioranza delle persone, l’onomastico non è esattamente una ricorrenza da festeggiare in pompa magna, per me invece è sempre stato il giorno dei regali, delle telefonate d’auguri, del pranzo con zii e cugini. Il giorno in cui, puntualmente, succedeva qualche cosa di comico che ancora oggi, ogni 11 luglio, ci raccontiamo in famiglia con un misto di allegria e nostalgia.

Come quando ho ammorbato mia madre per farmi comprare un paio di scarpe che mi piacevano tanto, salvo poi rivelare, una volta tornata a casa, che non le volevo più perché mi andavano strette, con conseguente giostra di me che corro per casa inseguita da mia madre – che mi voleva, giustamente, menare – e mia zia che inseguiva mia madre all’urlo di: “lascia stare la f’gliool!”. O quando, all’età di quattro anni, ho voluto a tutti i costi il mio primo costume a due pezzi.

Quando ero bambina, con i miei genitori, i miei zii e i miei cugini si andava in vacanza al mare per l’intero mese di luglio a Termoli e si prendeva l’ombrellone al lido “La Perla”. Era il mese in cui eravamo tutti insieme e per questo il mio onomastico è sempre stato molto sentito da quelli che mi stanno a cuore, perché a questo giorno sono legati ricordi di anni bellissimi e spensierati.

All’estate a Termoli ho sempre collegato anche i miei primi veri ricordi musicali. Parliamo del periodo tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, gli anni di Nevermind dei Nirvana, di Pablo Honey dei Radiohead, di Wish dei The Cure, di Gli Spari Sopra di Vasco, di Out Of Time dei REM, di Crazy World degli Scorpions, di Blood Sugar Sex Magik dei RHCP del debutto di Tracy Chapman, di Jovanotti e degli 883 (solo per citarne alcuni).

Al lido “La Perla” andava molto questa:

Ho in testa l’immagine chiarissima di me che in spiaggia ascolto questa canzone, che usciva a ripetizione dalle casse del bar del lido e che piaceva tanto a mia cugina adolescente.

Certo, all’epoca non avevo idea di chi fossero i REM ma questo pezzo è stato il mio primo, vero ricordo musicale, il mio primo ascolto consapevole di musica “da grande”, lontano dalle canzoncine della scuola.

Sono stata una bambina atipica sotto questo punto di vista, non ho mai amato particolarmente lo Zecchino D’oro né le canzoni dei film Disney e mia madre mi cantava In fila per tre di Bennato (e qui si spiegano taaante cose)

Poi negli anni ho attraversato varie fasi: lo studio del pianoforte (perchè lo suonava mia cugina), l’ascolto delle musicassette dei classici della canzone italiana che piacevano ai miei (ricorderò sempre la cassetta con Vecchio frac di Modugno, che mi sembrava quasi di vederlo l’uomo in frac con il cilindro per capello e due diamanti per gemelli), dei CD delle opere di musica classica che davano in regalo con “Famiglia Cristiana”, l’adolescenza segnata dai Backstreet Boys fino a quando non ho ricevuto il mio primo regalo musicale: il CD di The Joshua Tree degli U2.

Con il passare del tempo ho preso consapevolezza del fatto che quello che ascolti da bambino molto probabilmente condizionerà i tuoi gusti da adulto. E per questo mi ha fatto molto piacere vedere bimbi di 10 anni sulle spalle dei padri al concerto di Eddie Vedder o dei Depeche Mode.

Educhiamo le nuove generazioni ai buoni ascolti!

Ora sono adulta, a luglio lavoro ( sigh…sobh…), non vado più in vacanza con i miei da un bel po’ ma ogni volta che ascolto Losing My Religion mi sembra di essere di nuovo a Termoli, al lido “La Perla”.

Sotto vi posto una playlist varia di quegli anni.

Voi ve la ricordate la vostra prima “canzone da grandi”?

P.S.

Secondo me la mia Santa omonima, da giovane, deve essere stata parecchio tosta. C’ha pure lo sguardo un filo incazzato…

princess_olga

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