Noi, preparati alla vita dai cartoni animati giapponesi.

Non so se vale anche per gli altri fuorisede come me ma io, quando torno a casa dai miei, regredisco paurosamente all’età infantile.

Roba che la mattina mi sveglio e urlo “Mammmmmma!!!!!” chiamando al mio capezzale di bella addormentata che sia desta, quella povera donna che circa dalle 8:00 di mattina spadella in cucina.

A casa dai miei resetto il cervello. Mi dimentico come si prepara un caffè, come si carica una lavatrice, come si accende l’aspirapolvere. Vago come uno zombie tra il mio letto (nella mia ex camera da letto, che nel frattempo è diventata la cabina armadio di mia madre che, quando torno a casa, gentilmente mi libera un cassetto e qualche gruccia) e il divano…un’ameba in pratica.

In questi frangenti vacanzieri riscopro una cosa sconosciuta al Nord: la pennica pomeridiana!!

L’abbiocco che segue ad un pranzo di un giorno qualunque al Sud (e che chiaramente comprende: primo, secondo, contorno, dolce e frutta…che io a Bologna non faccio un pranzo del genere praticamente MAI) lo passo davanti alla Tv cercando di smaltire le calorie ingurgitate muovendo il pollice sui tasti del telecomando.

Durante questa faticosa attività fisica sono incappata in una rete locale che trasmette le repliche di vecchi cartoni animati giapponesi, nello specifico I Cavalieri dello Zodiaco!

Ora, la mia generazione è una generazione sfigata sotto quasi tutti i punti di vista: siamo nati millennial ma non troppo, siamo stati i primi a fare l’esame di maturità con la riforma e abbiamo portato tutte le materie, abbiamo iniziato l’Università 20 giorni dopo l’attacco alle Torri Gemelle, quando stavamo decidendo cosa fare del nostro destino hanno introdotto la riforma del 3+2 all’Università allungandoci di un anno la vita da studenti e, dulcis in fundo, quando ci siamo laureati è partita la più grande crisi economica di tutti i tempi…quando si dice “nati con la camicia”.

Comunque siamo stati in grado di affrontare tutto questo perché il nostro animo, il nostro spirito, sono stati temprati fin dall’infanzia dai cartoni animati giapponesi, un mix di violenza splatter, buoni sentimenti, eroismo e crudeltà.

La locale emittente tv “TeleCapri” (che poi in serata diventava la rete ammiraglia per i film sporcaccioni) nel primo pomeriggio trasmetteva grandissimi cult come I Cavalieri dello Zodiaco, Ken il Guerriero, Devilman, Rensie la Strega, l’Uomo Tigre, ecc ecc…

Tutto il contrario dei cartoni trasmessi delle emittenti nazionali, che erano una continua sfilata di bambini sfigati: Pollyanna che rimane paralizzata, Sara lovely Sara che diventa una sguattera vessata, Candy Candy che come si muove porta sfiga e morte, Remì che vaga per il Mondo con una scimmia e un cane, Georgie che ad ogni puntata è ad un passo dall’incesto. Si salvavano solo Lady Oscar, grande eroina femminista, Holly e Benji, che iniziarono al calcio i maschietti e Mila e Shiro, che iniziarono alla pallavolo le femminucce.

In assoluto comunque, la cosa più bella dei cartoni animati giapponesi erano le sigle.

Erano sigle per nulla banali, con arrangiamenti ricercati e bei testi. Le mie sigle preferite erano quelle cantate dai Cavalieri del Re e da Giorgia Lepore. Cristina D’Avena venne dopo…

Alcune per me sono dei capolavori e quindi, ecco a voi: breve viaggio nelle sigle più fighe dei cartoni animati giapponesi!

1 – Devilman.

La mia sigla preferita in assoluto. Il cartone era violentissimo, con Davilman – il diavolo che diventa buono per amore –  che combatte i nemici provenienti dagli inferi a colpi di teste schiacciate e cervelli schizzati per aria. In Italia non viene più trasmesso in chiaro dal 1994 per le proteste dei genitori a causa delle tematiche horror, della violenza e del linguaggio presenti nella serie. Io l’ho sempre visto e, per ora, non mostro segni di gravi disturbi mentali.

2 – La Fantastica Mimì.

Prima di Mila Azuki c’era lei, Mimì Ayuara (di cui Mila è la cugina), la campionessa di pallavolo del Giappone (??) nell’ArciSuperGrande Campionato Mondiale (????), quella che si allenava nella ricezione in bagher con le catene ai polsi. Tutta la vita di Mimì è un inno al sacrificio per il raggiungimento dei propri obiettivi e questa cosa è ribadita più volte nella sigla: “Ma stasera chi vince, tra mille rinunce, stasera che grande sei tu!!!”. Molto educativo, non c’è che dire!

Nel corso degli anni il cartone cambiò mille sigle ma questa rimane LA sigla.

3 – Lady Oscar.

La più grande storia di amore, amicizia e fedeltà ai propri ideali mai raccontata in un cartone animato. Ci ha insegnato più Lady Oscar sulla Rivoluzione Francese che qualsiasi libro di storia. L’antesignana del femminismo. L’ho amata un sacco e ho pianto tanto nella puntata in cui muore…e piango ancora oggi ogni volta che la rivedo.

La sigla “Grande festa alla corte di Francia c’è nel regno una bimba in più” non sarà mai sostituita da quella cantata da Cristina D’avena!

4 – L’Uomo Tigre.

Io dell’Uomo Tigre (ovvero Naoto Date) ero proprio innamorata, e facevo il tifo per lui in ogni incontro di lotta, soprattutto quando si scontrava con personaggi tipo Mister NO…giustamente denominato “testa di cazzo”.

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5 – Rensie la Strega.

La sigla più dance in assoluto e la dimostrazione che si può crescere bene anche in una famiglia disagiata con papà vampiro e mamma lupo.

6 – Ken il Guerriero.

Ricordo perfettamente mio padre che mi passa di fianco e commenta: “Mamma mia ma cosa guardi!” mentre io sono intenta ad osservare Kenshiro che sferra al nemico una scarica di colpi con il petto nudo segnato dalle sacre sette stelle di Hokuto. Il lamento di mio padre è rimasto inascoltato e, quando becco in tv qualche puntata della versione originale, non me la faccio sfuggire!

Sullo sfondo di un Mondo post apocalittico, Ken è un guerriero mastodontico forte e buono, l’amico di tutti, il protettore dei deboli. Sfigatissimo nella vita, è stato il mito della nostra infanzia.

E poi è epica la sigla con l’angosciante intro!

«Siamo alla fine del XX secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti. Tuttavia la razza umana era sopravvissuta.»

7 – Carletto il principe dei mostri.

I vostri figli hanno paura del buio? Dei mostri? Dei vampiri? Allora fategli vedere questo cartone! Un’accozzaglia di personaggi tutt’altro che spaventosi che hanno aiutato milioni di bambini a fare una pernacchia alla paura del buio!

8 – Capitan Harlock

Il Pirata tutto nero che, vagando di pianeta in pianeta, ruba ai ricchi per dare ai poveri.

Ma quanto era bono Capitan Harlock? Jonny Deep /Jack Sparrow ma scansate proprio!

9 – Mazinga Z

Mazinga Z è uno di quei 10 e più cartoni animati che hanno come protagonista un robot. Insime a lui ci sono Jeeg Robot d’Acciaio, Daitan, Daltanius, Ufo Robot…lui però aveva una cosa che nessuno di loro aveva: VENUS!

L’unico robot donna…e per di più con delle micidiali tette rotanti!

Che geni stì giapponesi!

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10 – I Cavalieri dello Zodiaco

Il cartone che, fin da piccoli, ci ha messo davanti a tematiche che avremmo poi conosciuto meglio da adulti: i diritti della comunità LGBT (Andromeda era palesemente gay), l’emigrazione e la necessità di convivere con altre culture (Pegaso è giapponese, Sirio è giapponese ma emigra in Cina, Anche Andromeda e Phenix sono giapponesi ma vengono allenati in Grecia, Cristal è siberiano) e, soprattutto, il potere femminile…Lady Isabel con il solo gesto di spostarsi i lunghi capelli viola da davanti agli occhi, smuove una cinquantina di cavalieri provenienti da tutte le costellazioni.

Il cartone animato che ha formato i futuri astronomi, astrologi e studenti del liceo classico!

Il prossimo anno Netflix manderà in onda una serie animata che si chiamerà  Knights of the Zodiac – Saint Seiya, un remake della classica serie anni ‘80 ,fatto in computer grafica che però dovrebbe essere molto fedele al manga originale.

Speriamo non ci deluda!

MENZIONE SPECIALE PER:

 – Occhi di Gatto ovvero il cartone che è stato l’immaginario erotico per i maschietti anni ’80.

Holly e Benji che di sicuro non ha contribuito a far capire il fuorigioco a noi donzelle ma che aveva tra i personaggi principali il testosteronico MARK LENDERS! (che arriverà con Holly e Benji a giocare nella squadra nazionale giapponese, poi giocherà nella Juventus e infine verrà ceduto alla Reggiana!)

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Per gli amanti di Holly e Benji consiglio questa parodia delle Storie Mondiali di Federico Buffa: “Federico Buffa racconta il grande Giappone di Holly e Benji”…meraviglioso!

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