L’Opera lirica: uno spettacolo moderno

Sabato 5 Agosto io e alcuni amici siamo scappati dalla torrida estate bolognese per rifugiarci tra le caldissime pietre antiche dell’Arena di Verona. Se i libri sono il peso della cultura, sicuramente il sudore è il prezzo da pagare per assistere ad un’Opera lirica dell’Arena Opera Festival in Agosto. Comunque erano anni che ci volevo andare e finalmente ci sono riuscita.

Arrivati a Verona nel tardo pomeriggio, decidiamo di mangiare qualche cosa prima di entrare in Arena…che si sà che con lo stomaco pieno si presta più attenzione. Dato che c’erano circa 42 gradi percepiti, optiamo per un aperitivo leggero ed estivo: taglieri di affettati e formaggi con vinello, scelta che ci ridurrà la lingua così:

Fantozzi

per il resto della serata. Dei geni.

Entrata in Arena sono stata colpita dalla grandiosità del posto. C’ero già stata in un’altra occasione ma l’avevo visitata fuori dalla stagione lirica e quindi vuota e senza nessun allestimento. Questa volta, piena di gente che si sventagliava in maniera forsennata e con le scenografie pronte, ho avuto meglio la percezione di quanto questo teatro antico sia in realtà molto raccolto. Grazie proprio alle scenografie maestote, si ha la senzazione di essere molto vicino ai cantanti e quasi “dentro” la storia che si svolge sul palco, anche se sei seduto sulle altissime gradinate non numerate.

L’Opera in calendario era la Tosca di Giacomo Puccini e, per non arrivare impreparati, alcuni giorni prima abbiamo studiato il libretto ed ascoltato alcune arie…ci siamo fatti prendere da un sano entusiasmo tant’è che il mio amico Orazio (che avete già incontrato qui: https://musicaamezzaria.wordpress.com/2017/06/30/i-depeche-mode-non-mollano-mai/) ha messo come suoneria del cellulare l’aria più conosciuta della Tosca:“E lucean le stelle”.
La Tosca, composta nel 1899, narra le vicessitudini di Floria Tosca, una celebre cantante , e si svolgono nella Roma papalina del 1800, all’epoca della vittoria di Napoleone sugli Austriaci nella Battaglia di Marengo e il conseguente ripristino della supremazia francese in Italia.
Evito di spoilerarvi la trama, sappiate che è molto avvincente e che, come prevedibile, non finisce bene.
Se volete approfondire date un’occhiata a questo link.

http://cultura.biografieonline.it/tosca-puccini/

La Tosca mi ha rapita, ho seguito con attenzione le vicende della protagonista e del suo amato Caravadossi, i dialoghi e le musiche coinvolgenti eseguite dal vivo da una grande orchestra e penso che quest’Opera sia incredibilmente pop. Chi si aspettava uno spettacolo lento e con incomprensibili scambi di battute cantate è rimasto stupito dalla modernità del linguaggio usato, ricco di pungenti botta e risposta tra personaggi.
Si lascia seguire e i tre atti scorrono via veloci sullo sfondo di un enorme angelo con la spada, simbolo di Castel Sant’Angelo, e trovate sceniche che ci hanno stupito.
Per darvi un assaggio di quello che dico, vi posto due video delle arie più importanti.

Alla fine, dopo circa due ore di rappresentazione, ho pensato che il viaggio in macchina, i tre litri di sudore persi, il caldo afoso, lo slogamento polso causa sventagliamento, sono valsi la visione di un’Opera nell’Arena Opera Festival.

Un paio di considerazioni:

1 – Le eroine dell’ Opera spesso muoiono male:

Nella Traviata di Giuseppe Verdi, Violetta muore di tisi mentre nell’Aida, sempre di Verdi, Aida si rinchiude in una cripta per morire con l’amato Radamès. Nella Boheme di Puccini, Mimì muore per una non specificata malattia (presuno polmonite dato che viveva in una soffitta un filo umida), nella Madama Butterfly, sempre di Puccini, Cho Cho-san si pugnala dopo aver aspettano per tre anni il ritorno di Pinkerton che l’aveva abbandonata un mese dopo le nozze e pure incinta, Tosca si suicida…
Una combriccola di sfigate che a causa dell’amore vanno incontro ad una fine tragica, con l’aggiunta della beffa che, nella maggioranza dei casi, l’amato di turno si accorge di essere in preda ad una folle passione quando orami le nostre eroine stanno esalando l’ultimo respiro!
Mi piace pensare che Verdi o Puccini, se scrivessero una Traviata o una Madama Butterfly ai giorni nostri, si troverebbero in difficoltà, dovendo scontrarsi con un modello femminile tutt’altro che svenevole.

2 – L’Opera è per tutti ma forse no:

L’ Opera lirica, per quanto sia oggi accessibile a tutti e non sia più uno svago dell’elite, richiede necessariamente una particolare predisposizione d’animo. Se vai all’Opera sai che non ci troverai i comici di Zelig ma dei professionisti del bel canto che con un do di petto ti sistemano l’acconciatura. Si presuppone che chi vada all’Opera, sappia cosa l’aspetti e ci spenda volentieri dei soldi…qundi…mio idiota vicino di posto, perchè sei venuto a rompere le scatole a me e a chi ti circonda sbuffando ogni 10 minuti: “Uff ma quando muore? Ma quando finisce? Ma quando l’ammazzano?” nella tua elegante cadenza romana e nella tua elegante mise composta da una camicia bianca completamente aperta e da un paio di converse blu che ad un certo punto ti sei pure elegantemente tolto?
Ho dei livelli di sopportazione per la maleducazione estremamente bassi quindi, quando ho perso la pazienza, l’ho apostrofato male male e sono riuscita a zittirlo. Però ora suggerisco la selezione all’ingresso!!

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