Girls Just Want To Have Fun!

Oggi a Bologna ci sono 15 gradi.

Ho addosso la canottiera, segno inequivocabile che l’estate è finita e che andiamo incontro a venti gelidi che, data la mia precoce anzianità, se non mi copro per bene mi regaleranno di certo un mal di schiena.

Ieri ero ad Ibiza, di ritorno da una 6 giorni a Formentera.

Ieri ero in infradito.

Oggi sono depressa.

La mia situazione psicologica è la stessa della protagonista di questo video:

Quindi ora vagherò sull’onda dei ricordi e racconterò di questa fantastica piccola isola, accogliente e selvaggia al tempo stesso, fatta di spiagge bianchissime, acqua cristallina e birrette bevute ammirando il tramonto.

Il viaggio è iniziato già una settimana prima della partenza con la fase della preparazione valigia di cui vi mostro una diapositiva:

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Immaginate 4 ragazze che partono per una settimana di mare all’estero con solo un bagaglio a mano ciascuna e capirete le continue consultazioni e domande scambiate sul nostro gruppo WhatsApp. Domande che variavano da:“quante paia di scarpe vi portate?” a:“e se mi portassi il 100 grammi che le previsioni portano brutto tempo?”, fino a dubbi esistenziali come:“che tipo di prese elettriche hanno in Spagna?” oppure: “ma mica c’è il fuso orario?” (entrambe le domande ansiogene sono mie…e io in Spagna ci sono stata varie volte).

Alla fine, superato brillantemente lo scoglio valigia, siamo partite alla volta di quest’isola e dei suoi 83,2 kilomentri quadrati che abbiamo percorso in lungo e in largo su di una bella panduzza bianca noleggiata al porto di Es Pujols dal signor Rodrigo, un noleggiatore che ci faceva simpatia e che era decisamente il più economico in giro.

Abbiamo preso in affitto una casa alle porte di Sant Ferran, uno dei sei nuclei abitati (gli altri sono Sant Francesc Xavier, El Pilar de La Mola, Es Calò de Sant Augustì, La Savina e Es Pujols) e, dato che io e le mie amiche siamo sempre molto fortunate, abbiamo scoperto ben presto che lo scarico del water era rotto, che i padroni di casa non lo sapevano, che avrebbero aggiustato tutto il lunedì successivo e che nel frattempo ci saremmo dovute adattare facendo come facevano i nostri avi…usando una bacinella. Io ho iniziato a sclerare e sono pronta ad una delle recensioni più cattive della mia vita. Questa cosa mi ha mandato fuori di testa soprattutto perché la casa l’avevamo già pagata per intero.

Mi sono tranquillizzata solo quando abbiamo iniziato a ripetere tra di noi, come un mantra:“ci staremo solo per dormire”.

Così effettivamente è stato, o quasi.

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Come prima spiaggia siamo andate a Ses Illetes, nella riserva naturale di Ses Salines, dove il mare lascia sulla battigia microscopici granelli rossi di sale e i pesciolini nuotano tranquillamente tra le gambe dei bagnanti. Questa spiaggia, che si trova nella punta più a Nord dell’isola, ha la particolarità di diventare, ad un certo punto, una sottile lingua di terra con il mare su entrambi i lati e, a seconda del vento, da un lato il mare è più mosso, dall’altro più tranquillo.

Siamo state anche sull’altro versante di Ses Salines, a Llevant e poi, per ritemprarci dalle fatiche di una giornata di mare, non ci siamo fatte mancare una Corona gelata al Piratabus, uno dei chiringuito più famosi dell’isola, data la sua posizione privilegiata su di un crostone di roccia da cui si può ammirare il tramonto.

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Poi Migjorn, una delle spiagge più grandi e infine la spiaggia per me più bella: Cala Saona, raggiunta (sbagliando strada) dopo vari chilometri di sterrato… ma ne è valsa la pena per ammirare questo:

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Immancabile la visita al Faro de la Mola, respirando a pieni polmoni l’aria pura e salmastra. Davanti a tutto quel mare e quel cielo ti senti in pace con il Mondo.

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Sono stati giorni pieni di sole, di mare, di cielo, di chiacchiere, di cibo. Giorni che mi hanno ritemprata e al ritorno, sul traghetto che da Formentera ci riportava ad Ibiza da dove il giorno seguente avremmo preso l’aereo per tornare a Bologna, ho lasciato andare, insieme alle onde, tutta la stanchezza e le ansie dell’inverno passato per tornare a casa propositiva, con più grinta e di certo più serena.

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E la musica?

Beh, sinceramente l’unico vero momento musicale l’ho avuto in discoteca (!!!!). Non mettevo piede in una discoteca da almeno 7 anni ma in questa occasione mi sono lasciata trascinare (chiaramente borbottando) da amiche più attive di me che mi hanno portato al closing party del Pineta, la discoteca di Es Pujols gemella di quella italiana. Superata l’iniziale sensazione di inadeguatezza e messi da parte i miei preconcetti sulla musica truzza, alla fine mi sono divertita.

Ammetto che scrivo questa cosa anche un pochino sotto ricatto perchè le mie amiche cattivissime hanno in loro possesso un video in cui ci sono io che ballo e canto Subeme la radio (oddio). Hanno per le mani materiale con il quale possono sbugiardarmi in qualsiasi momento!

Comunque, a parte gli scherzi, io le ringrazio perché, in fondo, per me è stata quasi una nuova esperienza e ho abbandonato le mie convinzioni che “no in discoteca non mi diverto mai”. Di certo non mi farò contagiare dalla febbre del sabato sera ma almeno potrò raccontare ai miei figli che la mamma, da giovane,  andava a ballare a Formentera!

Le foto che vi posto sono sia opera mia, sia opera delle mie compagne di viaggio.

Chiudo con un pezzo che è il riassunto perfetto del pensiero vacanziero di 4 ragazze allo sbaraglio!

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4 pensieri riguardo “Girls Just Want To Have Fun!

    1. Ciao Giulia!!
      Bello il tuo racconto “zaino in spalla” della Slovenia e bellissime anche le foto che l’accompagnano. Magari, dato che il mio è un blog prevalentemente di musica, posso suggerirti la colonna sonora per il tuo prossimo viaggio e tu puoi darmi tante dritte su posti interessanti da visitare…e già la Slovenia mi attira molto!

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