Quando facevo la Web Radio con l'”H” davanti.

Un giorno di fine settembre del lontano 2011, alcuni amici di Black River (ma domiciliati a Bologna da almeno una decina d’anni) condivisero con noi altri un’idea che frullava loro in testa: quella di fondare una Web Radio.

L’idea inizialmente sembrava campata in aria e difficile da realizzare soprattutto perché, come il 96,8% delle cose in Italia, andava a scontrarsi con problematiche pratiche, burocratiche ed economiche: pagare sia gli artisti che i produttori per i diritti delle canzoni, trovare la piattaforma web ideale da cui trasmettere, comprare e  imparare ad usare mixer, microfoni, schede audio e poi…la sede??? Non abbiamo una sede! Da dove trasmettiamo?!?!

Ma nessuno ostacolo poteva ormai fermare quest’idea nata dall’amore condiviso per la musica nelle sue varie sfaccettature e così, dopo vari incontri casalinghi a base di pizza d’asporto e Peroni da 66cl, nacque Radio Hirundo, una radio totalmente autofinanziata che, come recitava la sua presentazione, nasceva “da ragazzi costantemente in bilico tra caciocavallo e mortadella, tra Aglianico e Lambrusco”.

Hirundo…nome complicato soprattutto per l’H davanti ma che è il nome scientifico della rondine, perché come rondinelle questi strani soggetti erano emigrati al Nord. E se dico “strani soggetti” intendo proprio davvero strani…e per far capire meglio QUANTO strani, vi posto lo spot della prima stagione della radio.

Nel 2012 saltai anch’io su questo treno e scoprii ben presto che non era un carrozzone come mi aspettavo. Riunioni su come usare la strumentazione appena comprata, riunioni per decidere il palinsesto, riunioni per decidere le quote da sborsare per i vari pagamenti…ma era comunque tutto molto divertente perché eravamo tra amici e queste riunioni diventavano un’occasione per vederci con regolarità…e poi si concludevano tutte, indistintamente, a tarallucci e vino.

Eravamo uniti dalla voglia di creare qualche cosa di nuovo, in grado di farci esprimere. Esprimere la nostra passione per la musica, gestendo come meglio ci piaceva le nostre trasmissioni, ma anche esprimere noi stessi con i nostri interessi: i viaggi, la filosofia, il rock puro e duro, la poesia, le favole, i racconti di vita, il cibo, il calcio, il gossip. Ogni trasmissione aveva il suo carattere e rispecchiava la personalità di chi la conduceva. Un bel mix per tutti i gusti!

Non abbiamo mai avuto una sede. Eravamo una radio itinerante e i due mixer che avevamo –  uno a Bologna zona Ponente, l’altro a zona Levante – giravano giornalmente per le nostre case a seconda della trasmissione che andava in onda.

FB_IMG_1506415022396

Poi noi eravamo bellissimi e gasatissimi!

Io fui accolta da Dj Toninho nel fantastico Mondo di Sud Chiama Italia. Una trasmissione che si presentava così: “Spesso il luogo in cui si nasce è vissuto come un semplice contenitore dell’esistenza. Invece è portatore di esperienze che sarebbe bello riscoprire. Fatti guidare da Sud Chiama Italia in un percorso semiserio su aneddoti, vicende, storie del nostro Sud”

Andavamo in onda il giovedì alle 21:30 solitamente da casa di Toninho e spesso e volentieri con il boccone della cena in bocca…dato che gli orari lavorativi del mio co-conduttore, gli consentivano di essere di ritorno proprio sulle note di apertura della sigla.

Le sigle di Sud Chiama Italia…se ne sono avvicendate varie e una più bella dell’altra!

Ma quella che mi piaceva di più era questa:

La radio del giovedì era diventato un appuntamento che condizionava un po’ tutta la settimana. Tutto quello che precedeva l’ON AIR – la scelta dell’argomento, la scaletta degli interventi, la scelta dei pezzi, le copertine per i post su facebook –  occupava gran parte del mio tempo libero. Tempo che ho sempre sacrificato volentieri, perché lo facevo per qualche cosa che mi dava soddisfazione e mi divertiva.

E poi volete mettere la figaggine di rispondere: “faccio la speaker in una Web Radio” a chi mi chiedeva: “che fai nel tempo libero?”.

Addirittura noi lucani ci aprimmo al resto del Mondo coinvolgendo amici di amici (che poi sono diventati anche nostri amici) provenienti dalla Puglia, dal Lazio, dall’Abruzzo…e addirittura dal Veneto! Una roba proprio international!

Una banda di matti.

Una delle cose più belle di Radio Hirundo sono stati gli eventi che abbiamo organizzato come Associazione Culturale: feste di chiusura di stagione o feste di Natale per finanziarci ma anche incontri radiofonici con gente varia: cantanti emergenti, fotografi emergenti, scrittori emergenti, esperti di vini, birrai, baristi cuochi, organizzatori di festival, poeti, attori di teatro, pittori, burattinai, viaggiatori. Un potpourri che ha arricchito sia i contenuti della nostra radio sia noi stessi.

La stagione 2015/2016 è stata per me l’ultima in Radio Hirundo.

L’impegno radiofonico iniziava ad incastrarsi male tra le necessità del lavoro e della vita quotidiana e di tutto ciò ne risentivano le puntate che diventavano approssimative e poco curate quindi, piuttosto che rischiare di fare cose brutte, ho preferito interrompere.

Non nego, a costo di sembrare smielata, che ho preso questa decisione con molto dispiacere perché la musica della radio riempiva le mie giornate e poi, oh, io a questa radio c’ho voluto proprio bene!

Dopo la quarta stagione altre trasmissioni sono andate via via scomparendo dal palinsesto, ma Radio Hirundo esiste ancora con trasmissioni storiche che potete trovare sul sito internet, che è questo qua sotto.

http://www.radiohirundo.it/?doing_wp_cron=1506458387.7653160095214843750000

Nel caso, leggendo questo racconto, vi fosse venuta la curiosità di saperne di più, vi posto anche il link di Spreaker dove sono presenti alcuni Podcast delle puntate di Sud Chiama Italia.

https://www.spreaker.com/show/sud_chiama_italia

Troverete la mia voce, quella di Dj Toninho e quella di altri meravigliosi dj che ci hanno affiancato in questi anni: Erika, Morpheus, Miehiel.

Fare radio è stata una bellissima esperienza di arricchimento personale e, proprio per non interrompere il legame tra me e la musica, ho deciso di aprire questo blog.

Non so se le Web Radio saranno – o sono già –  le radio del futuro, ma di certo il fatto che chiunque, con un po’ di volontà, possa esprimersi liberamente sul web, è uno splendido esempio di democrazia musicale e fantasia, se fatto però con intelligenza, con l’obiettivo di costruire qualcosa che prima non c’era e di trasmettere a chi ti ascolta qualche cosa di bello.

E ricordate sempre : “Find Yourself…Music Is The Best!”

1513753_739503599471462_6756145654273656_n

Annunci