Colonne sonore bellissime. Blade Runner, Vangelis e Hans Zimmer

Con queste parole l’androide Roy Batty (Rutger Hauer) si prepara a morire davanti allo sguardo impietrito del cacciatore di taglie Rick Deckard (Harrison Ford) che l’ha inseguito, con l’obiettivo di eliminarlo, per le strade di una Los Angeles futuristica. Chiaramente sto parlando di Blade Runner, capolavoro del 1982 in cui Ridley Scott porta sullo schermo il romanzo del 1968 Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick e ricrea un mondo in cui umani e androidi convivono tra di loro…ma con gli androidi utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra terresti.

Blade_Runner_posterNell’introdurvi questo film non mi sono fatta il minimo problema riguardo agli spoiler perché dò già per scontato che tutti l’abbiano visto, essendo un’opera imprescindibile del cinema.

Il film è ambientato in un anno ben preciso del futuro ovvero il 2019…direi che ci siamo quasi ma non tutto è andato come Scott immaginava: gli androidi non sono ancora tra di noi (anche se la mania di camminare con il cellulare il mano ci trasforma tutti in degli zombie…e non so se è meglio) , l’intelligenza umana è ancora la forza preponderante (e non credo che sia sempre un bene…visti i risultati) e le macchine volanti ancora non esistono (quindi le code in tangenziale continueranno ad essere una costante della nostra vita). Dall’altro lato però una Los Angeles in cui la polizia è ad ogni angolo della strada, dove dappertutto spuntano maxischermi della pubblicità e dove le multinazionali la fanno da padrone, non vi sembra uno scenario familiare?

I personaggi di Blade Runner si muovono sulle note di una colonna sonora che è diventata un cult e che è stata composta da Vangelis, uno che era fresco di Oscar dopo aver composto le musiche per il film Momenti di gloria del 1981. Che poi è la melodia che mi suona in testa quando sono in super ritardo in ufficio… mentre immagino di correre a rallentatore per tagliare il traguardo della scrivania.

Valgelis è un compositore greco conosciuto per lo più per le sue colonne sonore. Sue sono le musiche (famosissime e conosciutissime) anche di:

Missing – Scomparso film del 1982 di Costa-Gravas con Jack Lemmon e Sissy Spacek

1942 – La conquista del paradiso, diretto sempre da Ridley Scott nel 1992, film che parla della conquista dell’America, con Gerard Depardieu nei panni di Cristoforo Colombo

Alexander, brutto film di Oliver Stone del 2004 sulla vita di Alessandro Magno con un cast stellare: Angelina Jolie, Collin Farrel, Jared Leto

ed è sua la melodia che per anni, alle scuole elementari, i nostri insegnanti di musica ci hanno fatto suonare al flauto: quella della pubblicità della pasta Barilla! Per anni chiamata solo “pasta Barilla” quella melodia ora ha un nome:

Tornando a Blade Runner, la sua colonna sonora è futurista, dark e un filo ansiogena. Valgelis fa un ampio uso di sintetizzatori alternati, a volte, a strumenti più delicati e classici come l’arpa. E’ comunque una musica estremamente suggestiva ed evocatrice che accompagna perfettamente le immagini e la loro velocità.

si siQuesta settimana andrò finalmente al cinema a vedere Blade Runner 2049, sequel del film del 1982 di cui vi ho detto sopra. Non amo i sequel, spesso mi sembrano raffazzonati e pensati solo ed esclusivamente per cavalcare il successo del film “d’origine”. Però voglio dare una chance a Blade Runner 2049 per vari motivi:

  1. Il regista Denis Villenueve, è uno che di fantascienza se ne intende visto il successo di Arrival, il suo film del 2016

  2. C’è ancora Harrison Ford…insieme a Ryan Gosling e Jared Leto

  3. Sono passati 35 anni dal film originale, quindi la storia ha, per forza di cose, subito un’evoluzione netta.

  4. Questa volta la colonna sonora è stata composta da Jóhann Jóhannsson (nomination agli Oscar e ai Golden Globe per le musiche dei film Arrival, La teoria del tutto e Sicario), da Benjamin Wallfisch (nomination ai Golden Globe per La cura del benessere e Il diritto di contare) e soprattutto da Hans Zimmer, il più famoso e prolifico compositore di Hollywood con all’attivo 9 nomination agli Oscar per la migliore colonna sonora e una statuetta vinta.

Per far capire meglio a tutti chi è Hans Zimmer mi basta dire che sue sono le musiche del film Il Gradiatore – con quel pezzo d’uomo che era Russell Crowe – per la quale ha ricevuto, nel 2000, l’ennesima candidatura all’Oscar.

Zimmer ha firmato decine di opere al 1982 ad oggi ed elencarle tutte è impossibile quindi vado un po’ a caso.

La sua prima nomination agli Oscar è del 1988 per la colonna sonora di Rain Man – l’uomo della pioggia…che tra l’altro è una delle mie preferite

Vince la statuetta nel 1994 per le musiche del cartone animato della Disney: Il Re Leone

In mezzo ci sono colonne sonore di film epici: A spasso con Daisy, Thelma e Luise,

Giorni di tuono, La casa degli spiriti, Qualcosa è cambiato, La sottile linea rossa, Pearl Harbour, Black Hawk Down, King Arthur, L’ultimo samurai, Il Codice Da Vinci, Chiedi alla polvere, Pirati dei Caraibi, Sherlock Holmes, Il Cavaliere Oscuro, 12 anni schiavo, Rush  e capolavori di suspance come Inception

Interstellar

e infine Dunkirk, l’ultimo film di Christopher Nolan che è ritenuto un capolavoro assoluto ( io ancora non l’ho visto in realtà).

Ho ascoltato attentamente la colonna sonora di Blade Runner 2049 e mi è sembrato che, così come il regista Denis Villenueve, affrontando un cult del cinema con l’intenzione di non snaturalo, abbia dovuto necessariamente muoversi all’interno di atmosfere, scenografie e confini stilistici che erano già stati segnati nel 1982, la stessa cosa si può dire abbia fatto Hans Zimmer nei riguradi della colonna sonora originale di Vangelis.

Anche Zimmer fa un grande uso di sintetizzatori accompagnati da  archi e pianoforte. La melodia anche qui è serrata ed evocativa ma lascia comunque intravedere un barlume di speranza (nel futuro).

Secondo me è molto molto bella!

Chicca: Hans Zimmer ha collaborato con i Radiohead per la colonna sonora del trailer di Blue Planet II, una serie di documentari della BBC dedicati al mare.

Il pezzo è una cover della canzone Bloom contenuta nell’album dei Radiohead The King of Limbs . La tecnica usata per trasformare Bloom in colonna sonora si chiama “Tidal Orchestra”, e consiste nel creare un tappeto di suoni facendo suonare a più strumenti una certa nota, ripetuta molte volte ,“è una specie di applicazione musicale della pittura puntinista” ha spiegato Zimmer.

Ecco il risultato ipnotico:

Comunque, non so se si è capito, ma le colonne sonore sono uno dei miei temi preferiti. Quasi quasi le faccio diventare un appuntamento fisso del blog!

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