L’acquisto dei biglietti dei concerti – Ansia Edition

Ieri era 22 Ottobre, è arrivato ufficialmente l’inverno e qui a Bologna c’è quel clima tipico da influenza, quello che esci di casa senza cappotto di lana ingannata dal bel sole e poi ci sono 7 gradi. Una delle poche cose positive dell’inverno (che personalmente non amo, dato che soffro mortalmente il freddo) è che questo è il momento in cui escono le date dei tour dei miei artisti preferiti.

Dato che la “stagione concertistica” funziona un po’ come le presentazioni delle sfilate di alta moda, in questo periodo partono sia annunci di tour con date in primavera o estate, ma le cui prevendite aprono 7/8 mesi prima, sia gli acquisti dei biglietti per eventi che si terranno effettivamente in inverno, quindi c’è da stare sul pezzo.

Se da un lato sono molto contenta perché andare ai concerti è una delle cose che mi piacciono di più in assoluto, dall’altro lato ciò comporta due inconvenienti:

1 – la sofferenza del mio conto corrente

2 – l’ansia da acquisto biglietto

Se sul primo punto posso intervenire con qualche sacrificio del tipo “qualche Moscow Mule in meno, un concerto in più”, l’ansia da acquisto biglietto diventa invece una costante che finisce per condizionare me e quelli che mi stanno intorno.

Per esempio, mettiamo che uno dei miei gruppi preferiti, che non suona in Italia da più di tre anni, annunci le date del tour – chessò…i Pearl Jam, tanto per fare un nome – l’iter standard sarebbe questo:

1 – Ricezione e attenta lettura delle newsletter inviate da Ticketone, Live Nation, e di una mezza dozzina di testate musicali a cui sono iscritta.

2 – Creazione immediata di un gruppo WhatsApp contenente un ristretto numero di amici fan o “trascinabili” ai concerti. Il gruppo avrà un titolo allarmistico del tipo: “Attenzione!! Concerto!” oppure “Organizziamoci!!!11!!” e la sua creazione sarà accompagnata da una scarica di adrenalina e di ottimismo nei confronti della vita. Finalmente una gioia.

3 – Il “Finalmente un gioia” si trasformerà in un “Mai una gioia” davanti a messaggi di soggetti guastafeste che faranno giustamente notare che oggi è 23 Ottobre e che il concerto è il 20 Luglio e chissà poi il 20 Luglio dove saremo e cosa faremo, se qualcuno sarà in vacanza a Bali o qualcun’altra sarà incinta o se un asteroide colpirà la Terra. Ma loro non capiscono…non capiscono che un fan, per l’acquisto del biglietto, deve combattere contro mille avversità: il secondary ticketing, le preghiere affinché il giorno di apertura delle prevendite sia un sabato o una domenica o che quel giorno il tuo capo decida di non organizzare una riunione (tanto nel 98,7% dei casi le prevendite apriranno un giorno infrasettimanale e tu sarai in ufficio), il controllo della salute dello smartphone e della sua connessione ad internet, le imprecazioni davanti al costo spropositato dei biglietti e soprattutto la ricerca spasmodica della password per accedere a Ticketone (o Live Nation o Vivaticket o altri) che chiaramente è lì, nei meandri della tua posta elettronica ma, guarda un po’, non la trovi.

3 – Dopo circa un centinaio di messaggi, l’ansia ha dato i suoi frutti. Prendendo per sfinimento i tuoi amici, li hai convinti che è assolutamente necessario essere tra i primi in Italia ad acquistare su internet gli agognati biglietti e ti metti anche la sveglia al cellulare con la data e l’ora precisa di apertura delle prevendite. Chiaramente costringi tutti gli altri a fare lo stesso.

4 – Il giorno fatidico sudi freddo già dalle 7:00 di mattina. Finalmente hai scovato le password e te le sei scritte su post-it sparsi ovunque: sul Pc, nell’agenda, sul cellulare.

Apertura delle prevendite alle ore 10:00. Alle 9:59 fissi attentamente il sito internet aspettando che il semaforo diventi verde e che compaia la scritta “prevendite aperte” dopodichè, con la cattiveria nello sguardo, ti prepari all’acquisto. Se tutte le condizioni sono ottimali e la posizione dei pianeti è favorevole, alle 10:05 l’acquisto è completato.

Meglio se non descrivo cosa succede se ci sono problemi…

Per me funzione così. SEMPRE.

come-gestire-l-ansia

Ora, non è che io sia una psicopatica dell’acquisto biglietti, ma è il sistema intero a costringere me e altri appassionati di musica dal vivo a lotte all’ultimo sangue per poter andare ad un concerto.

Parliamo del costo dei biglietti con un altro esempio : a Giugno ho acquistato i biglietti per i Queen Of The Stone Age che suoneranno a Bologna il 4 Novembre.

Costo biglietto al netto delle spese: 40 euro,

Costi di prevendita: 6 euro,

Commissioni di servizio: 5, 62 euro (io ho comprato due biglietti e questo costo è unitario, non so se è lo stesso ammontare a prescindere dal numero dei biglietti. Nella conferma di acquisto non è indicato nulla).

Dato che ho scelto il ritiro sul luogo dell’evento io mi chiedo: ma di preciso che differenza c’è tra i costi di prevendita e le commissioni di servizio? E queste ultime cosa sono? Voi lo sapete?

Ora poi, per moltissimi eventi, c’è la novità della prelazione per i possessori di Mastercard.

In pratica andare ad un concerto è diventato un affare da ricchi e, in un Mondo in cui la musica è a portata di tutti on line, la trovo una cosa ingiusta e un filo classista.

Certo, organizzare una esibizione live di un gruppo internazionale ha costi diversi e alti ma a me, da fruitrice, sembrano spesso eccessivi.

Per non parlare poi della difficoltà di trovarli, i biglietti. Lo scandalo del secondary ticketing ci rimbomba ancora nelle orecchie dopo il caso mediatico del concerto dei Coldplay di questa estate, mi auguro che nel frattempo siano stati presi seri provvedimenti, al di là dei proclami gridati sui giornali da associazioni dei consumatori e società organizzatrici.

Nel frattempo, aspettando i momenti d’ansia descritti sopra, io vado a sentirmi un paio di concertini all’Estragon, defatiganti e senza stress:  Coez ed Ex Otago!

Vi lascio con qualche loro pezzo, così magari li ascoltate, vi piacciono e decidete di venire!

 

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2 pensieri riguardo “L’acquisto dei biglietti dei concerti – Ansia Edition

  1. e poi finisce che un botto di gente li rivende sui gruppi fb perché scopre che non può più andare. grazie a questi biglietti recuperati all’ultimo mi sono fatto i meglio concerti 😀
    comunque se uno compra a mille euro un biglietto per un concerto è scemo, ok il secondary ticketing ma il problema è la primary stupidity

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  2. Infatti punto sui gruppi Fb per Metallica e Roger Waters!!
    Il secondary ticketing è un problema per persone con normale intello…e sopratutto normale portafoglio, per le quali anche un biglietto che costa 80 euro deve essere una spesa meditata…oh, sò soldi!!. Poi sincerente se fossi assai ricca comprerei biglietti a 1000 euro per tutti i concerti che desidero vedere senza alcuno scrupolo!😂🤘🤘

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