La Svezia. Basta calcio, parliamo di musica

Due giorni fa abbiamo assistito alla triste disfatta della Nazionale Italiana contro quella Svedese…e quindi niente Mondiali 2018. Io e i miei amici abbiamo deciso, per la prossima estate, di sostituire le visioni collettive delle partite della Nazionale con visioni collettive di film di Lino Banfi.

Inoltre, nell’immediato, il senso di frustrazione si sta traducendo in un furto massiccio di matite Ikea (come testimonia la pubblicità – vera – che vi riporto) e in un possibile snobismo mediatico verso Filippa Lagerbäck.

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Detto ciò, da poco esperta di calcio, mi è sembrato che questa Nazionale abbia ora assolutamente bisogno di una svecchiata, di una rivoluzione e di un rinnovamento che ne scuota le fondamenta. Dal lato opposto invece c’è una squadra che, pur non essendo alla nostra altezza, compensa con modernità e voglia di fare.

Entrambe Nazioni con secoli di gloriosa storia alle spalle, ma con stili di vita e visioni assolutamente differenti, Italia e Svezia hanno affrontato lo scorrere del tempo in maniera quasi opposta: una rimanendo anacronisticamente ancorata alle proprie convinzioni, paurosa del cambiamento e diffidente verso il nuovo, l’altra invece che pare aver capito che le ore di sole a disposizione sono poche quindi è opportuno sfruttarle bene, mantenere sì viva la tradizione ma rendere la vita più “snella” e volta al moderno.

Queste differenze si notano in moltissime cose e io ci ho fatto caso stamattina pensando alla musica.

Mentre in Svezia e nel Mondo esplodeva il pop degli ABBA, da noi mietevano successi le classiche melodie da canzone italiana di Fausto Leali, Umberto Tozzi, Ricchi e Poveri ecc.

Quando ero adolescente ricordo un FestivalBar in cui ebbero uno strepitoso successo i Roxette con Sleeping in My Car, credo fosse il 1994. In quello stesso anno Laura Pausini cantava Gente e ancora Umberto Tozzi cantava Io muoio di te.

Oggi, mentre noi parliamo di Indie e nuovo cantautorato italiano (in cui comunque c’è sempre Umberto Tozzi), loro sperimentano tra Pop, Dance e sintetizzatori con Likkely Li o Tove Lo (che ha aperto i concerti italiani dei Coldplay).

Leggendo qua e là e facendo qualche ricerca, ho scoperto che la Svezia è al primo posto al mondo per export di musica in rapporto al PIL, oltre a produrre talenti che vendono milioni di CD e download e registrano il tutto esaurito agli eventi live.

Dietro questo successo ci sono però delle ragioni sociali e culturali ben precise che sono spiegate in questo bell’ articolo.

https://sweden.se/culture-traditions/8-reasons-why-sweden-rocks/

Le rissumo brevemente, con qualche piccola considerazione e approfondimento.

1 – Scuole di musica

Fin da piccoli (dai 7 anni circa) i bambini sono incoraggiati a provare vari strumenti musicali e a scegliere quello che è più nelle loro corde. In quasi tutte le città svedesi sono presenti scuole di musica in cui, nelle ore pomeridiane e dopo la scuola, essi ricevono le lezioni. E’ previsto il pagamento di una tassa di frequenza che è molto contenuta.

Io, quando facevo le scuole elementari, non ho mai toccato uno strumento. Alle scuole medie le ore di educazione musicale erano incentrate sulle melodie suonate con il flauto di legno. Penso che il flauto abbia spento sul nascere gli entusiasmi di molti futuri musicisti.

2 – I Cori.

Pare che la Svezia abbia il più alto numero di cori pro capite al Mondo, ad oggi se ne contano circa 50. Probabilmente questa passione nasce dalle musiche popolari svedesi che si basano molto sui cori.

Personalmente gli unici cori che conosco in Italia sono quelli della Chiesa e il Piccolo Coro dell’Antoniano

3 – Il Governo Svedese ama la musica Rock.

Tanto da istituire il Music Export Prize ovvero un riconoscimento ufficiale per gli artisti svedesi che hanno venduto di più all’estero. Negli anni questo premio è stato assegnato agli ABBA, ai The Cardigans, ai Roxette ecc.

Esso inoltre ha istituito lo Swedish Arts Council, una specie di fondazione per il sostegno delle arti e degli artisti emergenti.

Il supporto all’arte proprio come in Italia

4 – Gli svedesi dietro le quinte.

Prima di brillare di luce propria, gli svedesi per anni sono stati dietro le quinte scrivendo e producendo pezzi per artisti internazionali. Ad esempio Tove Lo ha scritto Love Me Like You Do cantata da Ellie Goulding, la canzone portante di quel capolavoro di film che è 50 sfumature di grigio e che è stata un successo mondiale, ma ha collaborato anche con Taylor Swift, Demi Lovato, Katy Perry, Marron 5, Coldplay, Lorde.

Max Martin è stato invece produttore e songwriter di Britney Spears, Taylor Swift, Katy Perry, Pink, Usher, Backstreet Boys, and ‘N Sync.

Praticamente le star internazionali vanno in Svezia a farsi scrive e produrre pezzi che poi diventano hit mondiali.

Le grandi collaborazioni di artisti italiani si sono fermate con Laura Pausini ed Eros Ramazzotti.

5 – L’indipendenza come valore.

La grande maggioranza degli artisti svedesi si autoproduce, a volte fondando addirittura la propria casa discografica per avere la certezza di mantenere totale autonomia creativa in ogni ambito: dalla scrittura dei testi e delle melodie fino alla promozione e alla pubblicità.

In Italia una cosa del genere si è vista nello scenario Rap e nella Trap ovvero in generi ggggiovani

6 – Tecnologia.

SoundCloud e Spotify sono i mezzi più usati dagli artisti svedesi per diffondere i loro brani. Hanno capito presto che l’industria musicale si stava avviando verso dematerializzazione e condivisone on line e che questi strumenti tecnologici avrebbero consentito loro di arrivare in maniera capillare potenzialmente a chiunque.

Ah dimenticavo, Spotify è stata fondata da Daniel Ek e da Martin Lorentzon, due svedesi, a Stoccolma, in Svezia.

7 – L’Eurovision

Seguitissimo in Svezia è il Melodiefestivalen, più o meno l’equivalente del nostro Festival di Sanremo.

Il vincitore del Melodiefestivalen partecipa all’Eurovision Song Contest (ovvero una gara canora dove ogni Nazione del Mondo – in teoria – è presente con il proprio cantante) così come ci partecipa il vincitore del nostro Festival di Sanremo.

L’Eurovision in Svezia è una competizione canora presa molto molto seriamente ed è vista come un’ottima occasione, per i cantanti emergenti, di farsi conoscere fuori dai confini nazionali.

L’Italia lo vinse due volte, una nel 1964 con Gigliola Cinquetti che cantava Non ho l’età e l’altra nel 1990 con Toto Cutugno e la sua Insieme: 1992.

6 artisti svedesi hanno vinto l’Eurovision tra cui, nel 1974, gli ABBA con Waterloo. L’ultima vittoria svedese è del 2015 con tale Mans Zelmerlow.

8 – l’Effetto ABBA

Sicuramente gli ABBA hanno influenzato tutta la scena musicale svedese, più che altro come fonte di ispirazione al cambiamento. Prima di loro la musica svedese era soprattutto basata su ritmi folk tradizionali. Gli ABBA hanno rotto gli schemi portando una ventata di novità che via via si è rigenerata, negli anni, con altri artisti, cambiando ma rimanendo sempre attuale.

Conclusione spiccia: non è che con questo post io abbia voluto a tutti i costi fare l’elogio alla Svezia (rischiando così di alienarmi le simpatie praticamente di tutti) ma volevo solo evidenziare il fatto che, se si perde, qualche cosa bisogna pure imparare e sarebbe intelligente prendere buoni esempi da chi ci ha battuto, nel calcio, nella musica e in tutto quanto il resto.

Lo sapevate che anche Neneh Cherry e suo fratello Eagle Eye Cherry sono svedesi? E anche gli Europe? Io non lo sapevo!

Ho anche scoperto che la Svezia è la patria del Metal…o meglio del Melodic Death Metal. Questo genere è simile al Metal e al Death Metal ma, a differenza di quest’ultimo, i temi trattati sono più poetici rispetto a quelli puramente esoterici del Death Metal. Non sono una grande ascoltatrice del genere e l’unico gruppo che conosco (di nome) appartenente a questo filone sono gli Amon Amarth, ma mi riprometto di recuperare!

Vi lascio una serie di pezzi di artisti svedesi famosi di ieri e di oggi tra cui, oltre quelli già citati, ci sono anche  gli Ace of Base, Pete Bjorn and John, Robyn, Avicii.

In fondo in fondo c’è anche una lunga playlist per facilitarvi la vita nell’ascolto!

P.S. La copertina l’ho rubata alla pagina fb “Le più belle frasi di Osho”. Mi fa troppo ridere!!

 

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