Il mio strambo 2017 in musica

Tra pochi giorni finirà questo 2017 che, secondo l’amico Paolo Fox, sarebbe stato l’anno delle grandi svolte e dei grandi riscatti per il mio segno zodiacale…vabbè…
La novità di questo mio anno è stata questo blog che, aperto ad aprile, è diventato un pò la mia “valvola di sfogo nelle cose che mi piacciono, ovvero la musica” in una vita che, nel quotidiano, è fatta di scadenze, lavori ed impegni che con la musica hanno ben poco a che vedere.

Non amo fare bilanci o previsioni per il fututo perchè sono convinta mi portino sfiga quindi, in questo post, mi limiterò a stilare un piccolo elenco delle cose che mi sono piaciute e che mi hanno incuriosito o turbato di più in questo 2017 all’insegna della musica!

Il disco dell’anno:
Senza nessun dubbio è Sleep Well Beast dei The National. Uscito a settembre, è il settimo disco del gruppo rock statunitense. I The National, a mio parere, sono una band matura, profonda ed elegante e questo traspare dai loro lavori complessi e ricchi di sfumature.
In questo nuovo disco la voce baritonale di Matt Berninger si sposa perfettamente con la musicalità dei pezzi che vede, forse per la prima volta, il contributo dell’elettronica. Contributo sempre calibrato e mai aggressivo.
Il tema principale dell’album è la difficoltà dei rapporti interpersonali, tema osservato sia da un punto di vista più ampio, che comprende la società tutta, sia da un punto di vista più strettamente personale e relativo alle figure che ci sono vicine come una moglie o un figlio.
“Dormi bene bestia” dove la bestia del titolo – come ha spiego la band – è la paura nel futuro. Paura che viene messa a tacere e dimenticata per un pò, in quel momento di serenità in cui un padre vede suo figlio addormentarsi.
Di quest’album mi piace tutto: il ritmo, i testi, il packaging.
Se fossi una critica musicale figa, direi che questo disco è “sontuoso”, ma dato che non lo sono, dico solo che è bellissimo.

Il concerto dell’anno:
Oserei dire il concerto della vita. 24 Giugno. Firenze Rocks. Eddie Vedder.
Il concerto solista con 50 mila persone. Commozione, allegria, emozioni e addirittura una stella cadente.
Ne ho scritto qui!
https://musicaamezzaria.wordpress.com/2017/06/26/ci-sono-i-cantanti-e-poi-ce-eddie-vedder/

La scoperta musicale dell’anno:
Nel deprimente scenario della muscia indie italiana fatta di Levante, Thegiornalisti e Stato Sociale, spiccano alcune perle che mi fanno sperare in un futuro migliore. Se il mio 2016 è stato salvato da Francesco Motta, il mio 2017 è stato salvato da COEZ.
Ammetto – mea culpa – di aver scoperto COEZ (al secolo Silvano Albanese) abbastanza tardi, ovvero con il suo quarto album: Faccio un casino di cui ho ascoltato a ripetizione per un pò i singoli La musica non c’è e appunto Faccio un casino. Tutto il resto dell’album viaggia in bilico tra rap, hip hop, pop e indie e, cosa inusuale di questi tempi, è addirittura autoprodotto! Un disco indie autoprodotto…incredibile.
Credo sia una scoperta musicale che meriti un approfondimento a ritroso nel tempo, sopratutto dopo aver letto che il suo secondo album del 2013, Non erano fiori è stato prodotto da Riccardo Sinigallia, uno dei cantautori italiani in assoluto più bravi e sottovalutati. Poi vi farò sapere.

La scoperta tecnologica dell’anno:
lo so, non mi sfottete, arrivo con circa 4-5 anni di ritardo rispetto al resto del Mondo ma io e la tecnologia (sopratutto quella applicata ai social) viviamo su due mondi paralleli che ogni tanto, a causa di qualche buco nero spazio-temporale, si incontrano. E’ successo questo quando, in contemporanea con l’apertura del mio blog, ho deciso di aprire anche un profilo Instagram.
Instagram è decisamente un’arma a doppio taglio perchè, se da un lato ti avvicina a persone con i tuoi stessi interessi e ti da spunti e suggerimenti, dall’altro lato ti riempie di inutilità. O almeno, questo è successo a me quando, tra le persone suggerite o a cui piacciono le mie foto, scopro cantanti o gruppi musicali emergenti del Canada, della Jamaica o della Nuova Zelanda che caricano i loro pezzi. Io, che sono curiosa come una scimmia, li ascolto tutti e mi è capitato di trovare anche qualche cosa di interessante. Insomma, è un mezzo utile per conoscere cose nuove a cui, diversamente, non avresti la possibilità di arrivare.
Dall’altro lato però sono attaccata da video e foto di ragazze che mi suggeriscono come truccarmi e vestirmi per un primo appuntamento o come si fa la torta di mele perfetta…

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Le brutte notizie dell’anno:
Il 2017 è stato un anno funesto per la musica poichè ha visto la scomparsa di grandi vecchi nomi dello scenario internazionale – come Chuck Berry, Gregg Allman, Tom Petty, Malcolm Young, Johnny Hallyday – e nazionale – come Leone di Lernia e Paolo Limiti.
Però ecco, loro avevano anche un’età oscillante tra i 64 e il 90 anni.
Il pubblico di tutto il Mondo è stato scosso nel profondo sopratutto dalla notizia della scomparsa di Chris Cornell e Chester Bennington, morti suicidi a circa un mese di distanza l’uno dall’altro.
Della morte di Chris Cornell ne ho parlato qui.
https://musicaamezzaria.wordpress.com/2017/05/18/i-am-the-highway/
E’ stato un avvenimento che mi ha toccata particolarmente, sopratutto perchè le canzoni di Chris Cornell hanno fatto da colonna sonora ad un periodo per me molto particolare.
Quando invece Chester Bennington ci ha lasciato, nonostante all’epoca io abbia consumato il loro album Meteora e li segua da un pò, ho preferito non parlare nel blog della vicenda perchè il tema centrale sarebbe stata la depressione e, in questa sola parola, è nascosto un mondo enorme e complicato, molto spesso invisibile, che va trattato con serietà e non commentato con leggerezza. Quindi, dato che scrivo scempiaggini per divertimento, ho preferito evitare di improsvvisarmi psichiatra.

I libri musicali dell’anno:
Il 2017 si è aperto con Pearl Jam – Evolution,  libro che mi è stato regalato da mia cugina nel Natale 2016 (però ho inizato a leggerlo a gennaio 2017…quindi vale). E’ stato scritto da Daria Moretti e Luca Villa, storici fondatori del fan club italiano dei Pearl Jam ( questo il loro sito: http://www.pearljamonline.it/) ed è una dettagliatissima biografia che ripercorre i 25 anni di carriera della band di Seattle attraverso esibizioni dal vivo, interviste e curiosità. Un viaggio che mostra l’evoluzione non solo musicale ma anche umana del gruppo anche se, qua e là, si perde in un elenco di date e luoghi dei vari concerti o partecipazioni ed eventi musicali.
Nel Natale 2017 mi è arrivato invece Così vicino, così lontano. La storia di Ian Curtis e dei Joy Division scritto da Deborah Curtis vedova di Ian. E’ la summa di tutto quello che un fan vorrebbe sapere su Joy Division: dentro ci sono tutti i testi in originale con relativa traduzione, la loro discografia completa e i loro concerti.
Va a braccetto con Joy Divison, Tutta la storia scritto da Peter Hook – quindi decisamente uno che ne sa – e racconta la storia del gruppo dal suo punto di vista: le amicizie, i litigi, i concerti e i retroscena di una band che, in pochissimo tempo, ha sconvolto i canoni della musica diventato ispirazione per grandi rock band come U2, REM e molti altri.
Ah…il concerto di Peter Hook è stato il primo concerto che ho raccontato nel blog!
https://musicaamezzaria.wordpress.com/2017/04/10/peter-hook-luomo-che-visse-tre-volte/

Il rimpianto dell’anno:
Non essere andata all’evento di Vasco Rossi al Modena Park.
Vuoi perchè Vasco l’ho già visto dal vivo due volte, vuoi perchè in quel periodo avevo in programma due concerti fuori porta, vuoi perchè gli ultimi album del Blasco mi sembrano copie sfocate dei suoi grandi successi…fatto stà che a Modena non ci sono andata…rosicando quando ho visto la diretta sulla Rai condotta in maniera mediocre da Bonolis. Sono ad oggi convinta che il Modena Park sia stato un evento musicale che la gente ricorderà a lungo, uno di quegli eventi a cui a me (come a molti) piacerebbe partecipare. Secondo alcune voci il Blasco c’ha fatto uno scherzo: doveva essere il concerto del ritiro ma pare non sia così (questa cosa del “mi ritiro, ma forse no” sta diventando una moda, vedi Elio e le Storie Tese), peccato per eventone del genere così ben riuscito che perde un pò di “esclusività”, ma per fortuna per i fan del grande rocker nostrano!

Bene, questo è stato il mio 2017 musicale in pillole. E il vostro? Qual’è stato l’avvenimento, il pensiero, il brano, l’album di quest’anno ormai alle porte?

Nel frattempo vi regalo un bel monito per il nuovo anno che rubo direttamente a Frank Zappa:

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5 pensieri riguardo “Il mio strambo 2017 in musica

    1. Calcutta vive a Bologna e gli sganciano 5 mila euro per una playlist di 18 brani neanche tanto originale (per 60 minuti tondi tondi di musica)…playlist che comprende “Mare Mare” di Luca Carboni e “Cacao Meravigliao” di Renzo Arbore. E lui non ci sarà. Una playlist Spotify, 60 minuti, Calcutta, Mare Mare, 5 mila euro…c’è qualcosa che non quadra! Secondo me si merita al massimo 200 euro, e giusto perchè siamo ancora vicini al Natale! Che poi non è neanche colpa sua, ma il Comune avrebbe fatto bella figura a dere quei soldi in beneficenza!

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