Il concerto raccontato. Giulia racconta Vasco al Modena Park

Il Modena Park è il mio rimpianto concertistico del 2017.

L’ho già ammesso qui e ora lo ribadisco.

Il caldo, il numero impressionante di partecipanti, il fatto che ho già visto altre volte Vasco in concerto, la vecchiaia incipiente, mi hanno fatto desistere dall’idea di imbarcarmi in questa avventura…per poi rosicare davanti alla TV guardando la scialba diretta presentata da Bonolis.

Per sentirmi partecipe “ex post” ho chiesto a Giulia, grande fan del Blasco, di raccontarmi questa esperienza che è già passata alla storia come uno dei più grandi (se non il più grande) e meglio organizzato concerto al Mondo.

Lei ne ha tirato fuori un racconto personale, fresco ed entusiasta.

Alla fine del racconto ci sono le canzoni che Giulia ha scelto come colonna sonora della lettura. Io ho deciso di pubblicarle con i video in versione Modena Park per far entrare nell’atmosfera chi non c’era e per riproporre bei ricordi a chi può dire invece: “Io c’ero”.

Ah, qualche giorno fa è stato il compleanno del Blasco.

Auguri Komandante!

Vasco Rossi performs in Modena

Vasco è sempre stato la colonna sonora della mia vita, posso dirlo!

Fin da piccola mia sorella e mio fratello cantavano: “eeeh brava Giuliaaaa” …. chissà forse hanno scelto questo nome proprio pensando al Blasco; papà spesso canticchia Toffee Toffee e persino lo zio rocker, che tornava dalla Svizzera con l’auto sportiva, ascoltava Vasco e lo fa tutt’ora.

Il primo CD che ho acquistato da sola conteneva Io no di Vasco ovviamente e volutamente. Potrei continuare all’infinito con i ricordi, questo è il motivo per cui appena abbiamo saputo del Modena Park, tra me e i miei fratelli è bastato uno sguardo: SI VA.

Il mio primo vero concerto è stato, tra l’altro, quello di Vasco con mio fratello, i biglietti regalati dalla sorella maggiore per il mio diciottesimo compleanno.

Innanzitutto ci tengo a dire due parole sull’acquisto dei biglietti del Modena Park perché tutto ha funzionato benissimo, certo l’attesa è stata straziante e l’ansia era a mille, ma avendo abbandonato TicketOne, l’acquisto è stato semplice, sicuro e tutti sono riusciti a prendere i biglietti.

Qualche giorno prima dell’evento record avevo paura, lo ammetto. Paura che una così bella festa potesse trasformarsi in una tragedia, ma mi sono fatta forza e ho avuto fiducia nel mio idolo e nel suo “popolo”. Infatti tutto è stato organizzato nel migliore dei modi, siamo stati controllati all’ingresso, durante l’attesa e per tutto il concerto, nessun camion nella zona limitrofa al parco…insomma eravamo al sicuro.

“Il nemico non è l’odio. Il nemico è la paura e voi non avete avuto paura” V.R.

In perfetto orario sugli schermi si vede un sole sorgere e in sottofondo 2001 Odissea nello spazio, tutti sono emozionati e tutti commentano “E’ un grande!”. Poco dopo con voce tremante e quasi senza rendercene conto sentiamo: “Ho perso un’altra occasione buona stasera”. Inizia il concerto con la canzone simbolo di quell’evento Colpa d’Alfredo.

“Mi puoi potare a casa questa sera? Abito fuori Modena, Modena Paaaaark!”

Il Blasco ci saluta dopo i primi due pezzi, ci accoglie con un: “Benvenuti al concerto che non avrà mai fine!!” per poi ricominciare a cantare le sue prime canzoni, un tuffo negli anni ottanta.

L’atmosfera era così bella che ancora oggi, a distanza di mesi, mi emoziono. Ho visto bambini cantare sulle spalle dei genitori, padri chiudere un occhio vedendo le figlie brindare con una birra e madri scatenarsi, emozionarsi sulle note di Rewind o Sally e tantissime chiamate o messaggi vocali inviati durante Come nelle favole alla persona amata, compresa io, perché Vasco Rossi è questo: arriva a tutti! Le sue parole semplici, dirette, senza tanti ornamenti arrivano dritti al pubblico perché tutti abbiamo “frequentato delle pericolose abitudini”, ma siamo “liberi di sognare” … Tutti in gioventù abbiamo pensato al nostro “povero fegato spappolato” pur continuando a bere durante una festa e crescendo, maturando siamo cambiati perché “vivere non è facile”, si pensa alla famiglia, all’amore e si sogna “un Mondo migliore”.

Abbiamo cantato a voce alta, tutti e 220mila, tanto che Gaetano Curreri era sorpreso di sentir cantare così tante persone sulle prime note di Silvia e Anima Fragile e tutti ci siamo emozionati ricordando Massimo Riva con Canzone. Ci siamo ritrovati lì, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso, ognuno in fondo perso per i cazzi suoi, ma eravamo accumunati dall’emozione.

Ho sentito tante critiche rivolte a questo artista e le sento tutt’ora quando dico che mi piace la sua musica, eppure le sue canzoni le conoscono tutti e le cifre parlano da sole. Si sente dire che è un drogato, che ormai è troppo vecchio per cantare e che non ha più nulla da dire. Credo che la musica debba emozionare, nel vero senso del termine, perciò ognuno è libero di ascoltare quel che vuole; se ci si emoziona con Baglioni o Justin Bieber fa poca differenza. Per quanto riguarda l’età, di artisti anziani ce ne sono diversi e non vedo perché dovrebbe ritirarsi uno che vende e riempie gli stadi come Vasco Rossi. Inoltre i suoi testi hanno subito una metamorfosi nel corso degli anni e non perché non ha più niente da dire, ma semplicemente perché nella vita si matura, si cambia e scrivere a più di 60 anni canzoni come “ Sensazioni, sensazione, sensazioni sempre più forti! Non importa se la vita sarà breve, vogliamo godere! Godere! Godere!” sarebbe ridicolo! Infatti scrive Un mondo migliore e Un senso e se ascoltate attentamente non dice banalità, è profondo nella sua semplicità.

Sicuramente mi sono dilungata troppo, ma continuerei ancora per molto!

Il mio voleva essere un racconto, il racconto di un’emozione forte, indescrivibile, ma che ho cercato di rendere nel migliore dei modi e concludo con le parole di Vasco: “Grazie a tutti!!!! Ce la farete tutti!!”

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