Il concerto raccontato. Maria Grazia racconta Brunori SAS

Prima di tutto il filone Indie che caratterizza oggi la musica italiana, c’era chi, semplicemente, aveva il desiderio di scrivere canzoni che raccontassero una storia.

Brunori SAS è uno di questi: uno con la voglia di portare in giro un cantautorato che ha il grande pregio di descrivere la realtà in maniera sempre leggera ma mai superficiale.

Intrattenitore, oltre che cantante, è in grado di stabilire con il suo pubblico un rapporto diretto…e di questo devono essersi accorti anche i dirigenti Rai dato che hanno deciso di metterlo al timone di un programma tutto suo che andrà in onda su Rai 3 a partire dal 6 Aprile e che si chiamerà “Brunosi Sa”

Per farvi meglio capire il concetto vi lascio al bel racconto di Maria Grazia, mia amica e fan di Brunori che, gentilmente, mi ha prestato i suoi ricordi e le sue impressioni (e le sue fotografie) su “Canzoni e monologhi sull’incertezza”.

Buona lettura!!

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1001 motivi per comprare un biglietto per “Canzoni e monologhi sull’incertezza” di Brunori a teatro:

• Mette di buon umore e ti permette di prendere una pausa, e sì, se hai avuto una giornata di merda te la svolterà;

• Parla meglio di come canta;

• Ha un’irresistibile accento terrone che ti fa sentire in un attimo straniero in patria;

• Il tecnico che cura le luci durante lo spettacolo è bravissimo;

• Le sue canzoni sono riarrangiate in modo bellissimo, applausi ai musicisti;

• Odia Matteo Salvini e lo dice anche quando canta.

• …..

A seguito della lista dichiaro che non ho ricevuto alcuna somma in denaro per scrivere questo articolo.

Prima di parlarvi dello spettacolo vi confesso una cosa, un serio problema: dichiaro di essere affetta dalla dipendenza da cantautore; quando inizia a piacermi qualcuno non riesco a fare a meno di comprare i suoi biglietti ogni volta che passa nelle vicinanze della mia città.
E così è la terza volta che guardo Brunori, la prima a teatro.

“Canzoni e monologhi sull’incertezza” è uno spettacolo molto diverso dal solito, un’alternanza di canzoni e monologhi sull’incertezza (lo dice anche il titolo), sulla paura, sulle piccole cose che nella vita ci spaventano.
Ogni cosa è raccontata in modo semplice, ironico, come un flusso di coscienza divertente e ad alta voce, come capita di fare spesso ad ognuno di noi.
La chiave del suo successo per me è esattamente qui.
E’ inevitabile che si crei quell’empatia con il pubblico, quella sensazione che è esattamente a metà tra “Quantoèscemoquesto / Capitasempreancheame” e allora sorridi e ti metti più comodo sulla sedia; hai quell’euforia e quel senso di vittoria pensando che uno di noi, uno normale, esattamente quanto noi, ce l’abbia fatta, è lì sul palco che racconta di storie comuni e canta di emozioni vissute sulla pelle milioni di volte.

Alcuni monologhi sono più banali e arrivano meno di altri ma la cosa bella di Dario è che riesce a citarti sociologi e concetti finanziari con una semplicità disarmante e in un motivato orecchiabile che ti entra in testa fino alla fine dei giorni.
Le sue canzoni hanno una grande capacità: raccontano storie in modo davvero definito ed io i suoi personaggi riesco ad immaginarmeli.
Rosa che molla il suo promesso sposo a pochi mesi dall’altare e si sposa con un altro me la immagino con qualche kg di troppo, una Penelope che tesse la tela e la disfa di notte, una donna che rimugina sulle sue scelte.

Il giovane Mario che tenta di ammazzarsi e si tira giù il soffitto e il lampadario me lo immagino nel letto di ospedale con l’angoscia nel cuore per la sua famiglia ridotta a brandelli.

Le emozioni descritte nelle sue canzoni me le sento addosso, le vivo in quei 3-4 minuti e mi emoziono ogni volta.

Penso che in tutti quei Poveri Cristi descritti nelle sue canzoni ci sia il lato fragile di ognuno di noi, ridicolizzato, estremizzato, ma raccontato alla perfezione.

Volete sapere un’ultima cosa?
Ogni volta che ho un problema, sono in una fase di stallo nella mie giornate, mi immagino sempre quella barchetta ferma in mezzo al mare e invece di pensare di essere lì sul bordo e non buttarmi mai, penso a quell’acqua cristallina che mi aspetta e non vedo l’ora di scoprire quanto sarà bello nuotarci dentro.
E’ un’immagine che mi dà un sacco di stimoli e mi esorta a muovermi, a fare, mi fa sentire pronta ad iniziare.

E per voi è così?
Buona nuotata a tutti.

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