Il concerto raccontato. Giulia racconta i Franz Ferdinand

Vado?

Non vado?

Quanto costa il biglietto?

No, boh…non so….

Tu vai?

Dai poi decido.

Alla fine il 15 Marzo, al concerto dei Franz Ferdinand, non sono andata. Era prevedibile che finisse così…quando parto con i punti interrogativi è già il segnale che la cosa si risolverà in un buco nell’acqua. Ed infatti…

I Franz Ferdinand sono nella mia personale “zona grigia” della musica, dove sono collocati quei musicisti di cui conosco le hit ma che non seguo assiduamente e che vedrei anche volentieri dal vivo nel caso in cui fossi presa bene ed il mio portafoglio fosse in buona salute. In questo caso non ero presa bene ed il mio portafoglio è stato contento di rimanere a casa.

Quando I Franz Ferdinand sono arrivati alle mie orecchie, nel 2004 con Take me out, mi hanno fatto ballare e divertire. Però poi, alle mie orecchie, sono anche arrivati gruppi loro contemporanei come gli Interpol, gli Arcade Fire, Arctic Monkeys, gli Editors, i The National che hanno sfornato, tra il 2004 e il 2005, album che trovo bellissimi e che hanno attirato la mia attenzione.

Quindi forse c’è stato anche un problema di tempistiche.

Sono però sempre molto curiosa di sapere cosa mi sono persa ad un concerto (si, mi piace farmi del male e rosicare) e quindi ho chiesto a Giulia di dirmi com’è andata la sua serata in compagnia dei Franz Ferdinand.

Giulia è una blogger che conosco di persona e con cui ho condiviso la “energica” esperienza del concerto de I Ministri (è la Juliette di questo articolo)

Inoltre scrive benissimo (questo il suo blog: https://jijishake.wordpress.com/) e quindi chiederle un racconto è stata un’idea che è nata in maniera semplice.

Vi lascio alle sue parole e buona lettura!

franz-ferdinand

Nonostante io ascolti tanta musica e di tanti generi diversi non mi ritengo un’esperta, però scrivo tanto e mi piace condividere quello che mi succede (di solito lo faccio qui: http://jijishake.wordpress.com), così quando chi cura questo blog mi ha chiesto un post con le mie impressioni sul concerto dei Franz Ferdinand non potevo proprio tirarmi indietro, anche perché io e lei siamo un po’ “compagne di blog”, visto che li abbiamo aperti quasi in simultanea! Ecco quindi il racconto della mia esperienza…

Ero stata a sentire i Franz Ferdinand con alcuni amici a Ferrara nel 2014, nell’ambito del sempre ricco cartellone di “Ferrara sotto le stelle”, e lo ricordo, più o meno, come un bel concerto. Peccato solo fosse un caldissimo venerdì sera dei primi di agosto e che io avessi passato tutta la giornata (anzi la settimana) a lavorare a ritmi veramente sostenuti, oberata dalle ultime scadenze prima delle ferie e avendo saltato anche il pranzo, proprio con l’idea di riuscire ad uscire dall’ufficio in orario per il concerto. Morale? Alle prime note del gruppo, dopo aver guidato fino a Ferrara ed ingurgitato uno spritz al volo, ho avuto un bel capogiro e mesta mesta mi sono dovuta ritirare nelle retrovie. Per carità, il concerto l’ho sentito lo stesso, ma sicuramente non con la stessa carica con cui avrei voluto ed oltretutto con un po’ di senso di colpa per aver, almeno in parte, rovinato la serata agli amici, in particolare a chi mi aveva seguito abbandonando le prime file per stare con me…

Insomma i Franz Ferdinand erano diventati già da tempo un po’ il mio concerto rimpianto e così quando ho visto che per il tour di quest’anno sarebbero ricapitati in città, per l’unica data italiana, sono stata molto tentata. Quando poi ho scoperto che la mia collega Noemi aveva già comprato il biglietto e sarebbe andata al concerto da sola, ho pensato che – evidentemente – era un segno del destino… il karma mi stava dicendo che avevo l’obbligo morale di tornare a sentire i Franz Ferdinand e godermeli un po’ di più!

Che poi, io, i Franz Ferdinand, non è che li abbia mai seguiti particolarmente. Li ho scoperti tardi, da matricola universitaria nel 2009/2010, quando un mio compagno di corso mi portò un loro cd masterizzato per ringraziarmi di avergli passato l’esame di Istituzioni di Diritto Pubblico, facendogli pure prendere un bel 28. E così io, che credevo di non conoscerli, mi ritrovai a canticchiare il ritornello di “Do you want to”, scoprendo in quell’istante che in realtà era una canzone che passava in radio già da parecchio e che conoscevo benissimo, pur senza sapere il nome del gruppo! E da lì in poi, forse anche per questo simpatico ricordo, sono sempre rimasta affezionata a loro e hanno sempre fatto parte delle mie playlist e dei miei cd, visto che mi sono sempre sembrati molto godibili e piacevoli all’ascolto.

Il 15 Marzo quindi per me si è trattato di un “concerto di recupero” e anche in questa occasione mi sono ritrovata a fare tutto un po’ di fretta… uscita dal lavoro di corsa, cena con un veloce aperitivo con i colleghi, capatina a casa, e poi Unipol Arena. Nessun giramento di testa però per me questa volta, nonostante gli anni in più!

Che dire del concerto? Bello e pieno di energia. Ho davvero saltato e ballato tanto, soprattutto su alcuni pezzi storici (eccoci all’opera su take me out https://www.instagram.com/p/BgXKdtkhBhP/?taken-by=juliettemabelle). Peccato solo il palazzetto non fosse pienissimo, anche se, grazie all’entusiasmo della band e del pubblico, l’atmosfera si è presto scaldata anche senza sold out. L’impressione che ho avuto è stata che tanti, me compresa, siano andati al concerto prevalentemente per i loro classici e non tanto per l’ultimo album, che comunque a me è abbastanza piaciuto, e tanti abbiano vissuto una specie di revival, un po’ nostalgico, delle serate fuori, di quando avevamo vent’anni e in tanti locali di Bologna si ballava su questi ritmi. Bello, bellissimo. Perché ora non andiamo più a ballare il mercoledì sera o il giovedì? Ah già, siamo cresciuti, peccato.

Il gruppo, che ha cambiato formazione da poco, del suo nuovo album ha detto qualcosa tipo che si tratta di musica dance ma fatta da una band live, e in effetti, per me, loro continuano ad essere un gruppo a cui chiedere “semplicemente” di far divertire, scatenare e ballare, e non lo dico per sminuirli, anzi, a me non pare poco! Lo show è stato ben fatto e curato, scenografia e luci erano essenziali ma sempre a supporto dello spettacolo in modo efficace, unica pecca dal mio punto di vista è stata che forse si è trattato di un concerto un po’ breve, e comunque non hanno fatto Love Illumination.

Insomma, non posso che essere contenta di essere andata e che i Franz Ferdinand, per me, non siano più il gruppo dello svenimento a Ferrara. Ed io continuo a canticchiarli, che è la dimostrazione più efficace dell’iniezione di energia positiva che mi hanno regalato…

So if you’re lonely

You know I’m here waiting for you

I’m just a crosshair

I’m just a shot away from you

And if you leave here

You leave me broken, shattered, I lie

I’m just a crosshair

I’m just a shot, then we can die

I know I won’t be leaving here with you

I say don’t you know

You say you don’t know

I say… take me out!

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