Maggio 2018 prima parte. Colonna sonora per il cambio di stagione

L’arrivo della primavera, anno dopo anno, mi mette davanti a una serie di eventi ineluttabili che cerco di affrontare sempre con coraggio e con il sorriso sulle labbra:

  1. il cambio di stagione degli armadi;

  2. l’inizio della stagione dei matrimoni;

  3. la visita di Madre dalla terronia.

Dato che quest’anno questi tre eventi si verificano tutti nello stesso mese di Maggio a distanza di una settimana l’uno dall’altro, ho deciso di dedicare ad ognuno di loro un articolo per cercare di spiegare meglio “il disagio” e di quale colonna sonora non posso fare a meno in questi casi.

Il cambio di stagione degli armadi.

Il cambio di stagione è una tortura cinese che si ripete due volte l’anno e solo chi lo fa di persona, senza l’aiuto di madri e/o fidanzati/e a cui chiedere consiglio, sa di cosa parlo. L’eterno dilemma che affligge noi donne davanti a giacche, maglie, scarpe che vegetano per anni nelle ante e nei cassetti ma che non buttiamo perchè, si sa, nel Fashion System “Niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma” e quelle belle (!!!) ballerine a punta con il tacco a rocchetto potrebbero tornare di moda.

E così, scavando nell’armadio, ci si sente un po’ archeologhe…tipo Howard Carter alla scoperta della tomba di Tutankhamon (ci tengo a fare sfoggio della mia cultura dopo essere stata, settimana scorsa, al Museo Egizio di Torino)…solo che poi si esce fuori da quel buco nero con un maglietta della Onyx e con un paio di mutande bianche ascellari di cotone che tua madre ha preso al mercato per “farti il corredo” quando sei partita per l’Università ma che tu, molto saggiamente, hai usato in questi anni per spolverare.

E quando decidi finalmente di buttare quella felpa lisa, ti passano davanti agli occhi tutte le avventure che avete vissuto insime…ed eliminarla è un colpo al cuore.

Quindi ci vuole una certa forza d’animo.

Io per anni ho aiutato mia cugina a fare il cambio di stagione e ancora ricordo un terribile tailleur a pois verde acido su fondo beige. Io lo trovavo terrificante e ogni anno cercavo di lanciarlo nel bidone dell’immondizia come Enzo Miccio a “Ma come ti vesti?”, ma non c’era verso. Per volere della cugina, anno dopo anno,  si salvava (senza essere poi mai indossato) perché “hai visto mai, potrei essere invitata ad una festa anni ’50 e tornerebbe utile”. Alla fine il suo destino segnato è giunto a compimento, ma solo per una causa di forza maggiore: un trasloco…a circa 7 anni dal suo sconsiderato acquisto.

Noi donne siamo così: diamo infinite possibilità a cause perse in partenza.

Questo fine settimana anche io ho messo mano al mio armadio e sono stata impietosa nel fare piazza pulita di tutto l’inutile ma, dato che fondamentalmente ho un cuore tenero, mi sono fatta forza e mi sono data la carica ascoltando questo:

Un intero concerto dei Nine Inch Nails…

Devo ammettere che la mia più grande difficoltà è buttare le scarpe. Non ci riesco, è più forte di me, al punto che mi è capitato di far risuolare i miei modelli preferiti e di buttarli solo quando sfoggiarli in giro iniziava a diventare un atto contrario al pubblico decoro.

D’altro canto ho una scusa di ferro: con il 40 di piede provate voi a trovare un modello che vi sta bene senza farvi sembrare dei sub con tanto di pinne…ma sulla terraferma!

Entrando proprio fisicamente nell’armadio ho tirato fuori anche un casino di cose che mi sono state prestate e che non ho mai restituito, ad esempio:

un paio di doposci del mio amico Ernesto,

un tappetino da yoga del mio amico Giulio,

un paio di pesetti del mio amico Giuseppe

…notare come queste robe dimenticate di ambito sportivo sono tutte appartenenti a soggetti di sesso maschile.

Io non ho amiche femmine sportive.

Io e le mie amiche sogniamo un cambio di stagione del genere:

ma alla fine ci ritroviamo così:

Venere_degli_stracci_Pistoletto

e nel cervello si fa strada, piano piano, un’unica grande certezza:

“NON HO NIENTE DA METTERMI!”

 

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4 pensieri riguardo “Maggio 2018 prima parte. Colonna sonora per il cambio di stagione

  1. Noi a casa abbiamo un unico immenso armadio, dove al massimo spostiamo gli abiti da una mensola all’altra.
    Io, maschietto atipico, cerco di non buttare (quasi) mai nulla, perché ogni singola maglietta la associo ad un ricordo (vacanza, concerto, amici) e non mi va di gettarla.
    MDM (Mia Dolce Metà) fa la stessa cosa con le scarpe, che ormai hanno preso possesso della cantina dichiarandoci guerra. Sembra quasi che le collezioni.

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