Il concerto raccontato. Chiara racconta Cesare Cremonini allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna

Quando pubblico un articolo nella categoria “Il concerto raccontato” di solito scrivo una breve premessa in cui spiego chi è l’autore del racconto, del perché mi sono persa il concerto in questione, delle emozioni che mi suscitano le parole di chi ha scritto per me.

Il concerto di Cesare Cremonini è un caso particolare: io a questo concerto c’ero.

Però non mi sono sentita in grado di raccontarlo al meglio perché per me è stato un evento “indotto”, trascinata dal contagioso entusiasmo di 6 fantastiche ragazze e dalla partecipazione di una città intera, accorsa per celebrare un suo figlio che suona nello Stadio Renato Dall’Ara dopo 40 anni. L’ultimo che lo fece fu Lucio Dalla.

Ho deciso quindi di lasciare la parola alla massima esperta di Storia Cremonischiana che io conosca: la mia amica Chiara

Dal mio punto di vista la forza di questo concerto è stata anche la città di Bologna che c’era, si sentita e vibrava in ogni nota.

Ammetto, con un pizzico di rammarico a posteriori, che la mia conoscenza di Cesare Cremonini era ferma a quel “C’è qualcosa di graaaande tra di noi” dei Lunapop. Per lungo tempo non è stato nelle mie playlist se non per qualche sporadico ascolto. Ho trovato però, in questo concerto, un artista maturo, un bravissimo cantante e musicista, diverso dal ragazzo secco e con i capelli ossigenti dei primi anni 2000 ma di  cui ha sicuramente mantenuto lo spirito giocoso.

Dato che per me, comunque sia, questo concerto rimarrà nella storia come quello a cui ci sono andata in compagnia di tutte le mie amiche (cosa mai successa prima), ho deciso di fare un’eccezione alla mia regola non scritta che non prevede foto personali. Quindi eccoci qui: allegre ed entusiaste!

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Prima di lasciarvi alle parole di Chiara ci tengo a segnalarvi questo articolo di una amica-collega blogger in cui si spiega come lo spirito delle Bolognesità si amalgami con la musica di Cesare per formare un mix di emozioni che solo al Dall’Ara si poteva percepire.

Ed ora ecco a voi il racconto!

Buona lettura!!

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La mia cara amica detentrice di Musica a mezz’aria, mi ha chiesto il favore di recensire il meraviglioso concerto di martedì scorso del mio amato e venerato Cesare Cremonini.

Beh senz’altro avrete capito che questo onore mi è stato concesso perché io sono una sua fan della prima ora, al contrario di chi scrive questo blog che, totalmente scettica, si è fatta trascinare da un gruppo di 36 enni che alla semplice uscita si Cesare sul palco sono tornate ad un tratto ad avere 18 anni.
Probabilmente vi aspettate una recensione più tecnica ma io non sono una grande esperta di musica e dunque l’unica cosa di cui posso parlarvi è del perché vale la pena assistere ad un concerto di Cesare almeno una volta nella vita.
Già qualche anno fa avevo visto un suo concerto sempre qui a Bologna al Paladozza e già da allora ero rimasta abbagliata dalla sua bellezza e dalla sua bravura. Devo dire però che il concerto di martedì, sarà per lo Stadio Dall’Ara e la sua atmosfera, sarà per l’aspettativa che si era creata, è stato senza dubbio un concerto unico.
Io amo la sua musica, amo il suo modo disinvolto di stare sul palco, il modo di muoversi, le scarpe con i glitter e le giacche poco sobrie… ma soprattutto amo le sue canzoni e i suoi testi che raccontano esperienze di vita nelle quali tutti noi possiamo rispecchiarci.

È lo stesso Cesare a dare una perfetta interpretazione della sua musica in una intervista di circa 8 anni fa rilasciata durante il programma “Le invasioni Barbariche” di Daria Bignardi e che riassumo un po’ alla buona: ” le mie canzoni nascono da esperienze tutto sommato negative nelle quali poi tutti ci riconosciamo”. Credo che il suo successo sia dovuto alla verità delle sue parole…e alla passione che trasmette.

Il concerto, anche se iniziato un po’ in ritardo (ma si perdona anche questo al mio beneamato), si è aperto con due brani del nuovo album Possibili Scenari e siamo poi arrivati al cuore delle sue canzoni che hanno ripercorso 20 anni di carriera, che sembrano tantissimi per un ragazzo di soli 38 anni. Ci si rende conto come tutti i suoi pezzi siano molto conosciuti, tutti sono stati cantati a squarciagola dall’intero Stadio….tranne dalla blogger che credo conosca solo 50 Special.

Bellissime le scenografie e altrettanto bello l’intro con un suo assolo al pianoforte. Per non parlare dell’omaggio a Lucio Dalla con L’anno che verrà, anche questa suonata in maniera delicata e rispettosa della musica di un grandissimo cantautore della nostra Bologna.


Che dire poi delle due canzoni più famose del nuovo album ovvero PoeticaNessuno vuole essere Robin...sentite dal vivo sono commuoventi e senza dubbio meritano di essere ascoltate 100 volte.

E’ stato uno spettacolo coinvolgente, un caleidoscopio di colori, luci e musica che difficilmente dimenticherò.
Avrete ormai capito che io sono di parte, ma consiglierei a tutti, a prescindere da tutto, di ascoltare e guardare un suo concerto .

Ed infatti, fu così che anche l’amica blogger si dovette ricredere e confessò, giovedì sera, di essere a casa ad ascoltare finalmente la musica di Cesare.
Domani sarà un giorno migliore vedrai .

 

 

Grazie a Nino Saetti di TuttoRock per l’immagine di copertina!
 

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8 pensieri riguardo “Il concerto raccontato. Chiara racconta Cesare Cremonini allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna

      1. Dai primi ascolti che ho fatto posso dirti che, nonostante sia un pop melodico, mi sembra molto lontano dai soliti schemi pop ( ad esempio le tipiche tematiche “estate mare sole cuore amore ti amo mi ami ci lasciamo ma ci pensiamo”). Scrive testi realistici ed originali e per nulla banali. Poi il genere può piacere o meno ma di certo non è un cantautore scontato.
        Ma che frase geniale è “Tutti con il numero 10 sulla schiena e poi sbagliamo i rigori?” di Nessuno vuole essere Robin? Oppure “Se sono stato così lontano è stato solo per salvarmi” di PadreMadre? Pensieri che accomunano tutti.
        Comunque approfondirò…
        Dato che ti ho letto so già cosa ne pensi! 🙂

        Piace a 1 persona

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