Se i Kasabian fanno saltare “Ferrara sotto le stelle”

Ieri sera sono riuscita ad unire due cose che desideravo fare da molto tempo: Andare a “Ferrara sotto le stelle” e vedere i Kasabian dal vivo.

Per anni ho inseguito questo festival che ha sempre esercitato su di me un certo fascino perché ha avuto in cartellone artisti che seguo molto come i The National, gli Interpol, Editors, Arctic Monkeys, White Lies…ma non sono mai riuscita ad andarci per questioni organizzative e/o lavorative o perché non trovavo i biglietti.

Quest’anno, all’annuncio dei Kasabian, ho comprato il biglietto a gennaio con la consapevolezza che nulla al mondo mi avrebbe distolto dall’obiettivo. Anche perché sono fan dei Kasabian e non mi sarei lasciata sfuggire l’occasione di un loro concerto in una cornice come quella di Piazza Castello a Ferrara…a mezz’ora di macchina da casa mia.

Partiamo da Bologna nel tardo pomeriggio lasciandoci alle spalle un caldo appiccicoso e arriviamo a Ferrara con una temperatura percepita di 35 gradi e un tasso di umidità dell’aria pari al 80%. Praticamente siamo a Bangkok ma non ci lasciamo scoraggiare e per rinfrescarci ci concediamo una cosina alcolica da bere sgranocchiando spuntini salutari portati da Jiji…ovvero carotine rubate al suo coniglio nano (Tim, scusa se ho mangiato la tua cena).

Ci mettiamo in fila ed entriamo in Piazza Castello che, come tutto il centro storico di Ferrara, è un vero gioiellino. Circondata dalle mura del Castello Estense – costruito nel 1385, fungeva da fortezza per la città e da simbolo del potere degli Estensi – è uno scenario suggestivo in cui per qualche giorno all’anno la musica più moderna incontra le antiche pietre del 1300.

Personalmente amo molto i concerti estivi in queste location particolari, in questi centri storici, perchè mi piace l’atmosfera che si respira, intima e sicuramente meno anonima rispetto a quella di un concerto in un’arena artificiale. Grazie alla musica entri nel cuore di una città che spesso è piccolina, come avviene per le manifestazioni musicali a Lucca, Barolo o Villafranca di Verona.

kasabian-1

Alle 21:30 spaccate (cosa che ho apprezzato moltissimo) Tom Meighan, Sergio Pizzorno, Chris Edwards e Ian Matthews salgono sul palco e già dal primo brano III Ray (The King) si capisce che il resto del concerto sarà una discoteca all’aperto con fasci di luce verde e blu che illuminano un palco essenziale, riff di chitarre, squilli di trombe e tanta carica.

Si continua con Underdog uno dei miei brani preferiti perché quando sono incazzata con qualcuno canto tra mè e mè “ I’ll be waiting in the shadows until the day that you fall” lanciando strali con lo sguardo e reclamando vendetta…e mi sento dentro un film alla Spaghetti Western!

Il resto della scaletta è formato da brani che ripercorrono tutta la loro carriera: da L.S.F. (Lost Souls Forever) e Club Foot tratti dal loro primo album omonimo che li lanciò alla ribalta internazionale nel 2004, a Val the Impalator, Fire e Underdog da West Ryder Pauper Lunatic Asylum del 2009, fino all’album Velociraptor! del 2011, il mio preferito, quello più britpop ed indie, quello più cantabile ma anche con melodie articolate e profonde, quello che ho consumato cantando Man of Simple Pleasures, La Fèe Verte, Goodbye Kiss, Switchblade Smiles, Days Are Forgotten, per proseguire con i pezzi da pogo di 48:13 del 2014: Stevie e Eez-Eh (perché non avete fatto Bumblebeee?).

…..nel video, in sottofondo, una ragazza spiega all’amico chi è che sta suonando…

Noi 5mila là sotto balliamo un po’ stipati e molto, molto sudati. Partecipiamo alla grande festa in cui Sergio Pizzorno fa gli onori di casa salutandoci in italiano, presentando “la banda” e avvolgendosi nel tricolore alla fine dello spettacolo. Perché è di origini genovesi e ci tiene a mostrarlo.

Saltiamo spensierati ed è uno di quei concerti “felici” perché senza fronzoli, senza implicazioni seriose, senza particolari cariche emotive “alla Pearl Jam”, per intenderci. C’è solo musica carica, bella e buona per sfogarsi, smaltire tossine, incazzi e pensieri cattivi. Ed è proprio per questo che mi piacciamo i Kasabian, perché sono rock e leggeri ma al tempo stesso, se ti serve, puoi ritrovare nei loro testi parole o situazioni che ti rispecchiano.

Il concerto finisce dopo un’ora e mezza senza troppi fronzoli.

Senza un “arrivederci”, un paio di canzoni in più, un lancio di bacchette della batteria o del plettro, un pò di scena insomma, almeno per prendersi gli applausi…niente…sulle ultime note di Fire Sergio abbraccia il tricolore, un inchino e via…

Ma io mi aspettavo una chiusura in grande stile…

Comunque grazie. Mi serviva. Mi sono divertita.

P.S. vorrei accennare brevemente all’uso smoderato dei cellulari ai concerti. Riprendere l’esecuzione di una canzone, fare una storia su Instagram che dura 5 secondi è una cosa che facciamo tutti (e a me va anche bene dato che poi uso i video nei miei racconti concertistici per renderli più “reali”) ma quasi tutto il concerto NO. Ci vuole moderazione! Inizia a diventare per me un problema che mi causa orticaria. Durante “Goodbye Kiss” cantata in acustico, l’unica cosa che sono riuscita a vedere distintamente è stata la selva di cellulari davanti a me. Forse ero semplicemente dietro persone particolarmente social o appassionate di video ma nel mio orizzonte visivo ne avevo a decine. E’ chiaro che se ti capita davanti una persona più alta di te che ti limita la visuale non puoi mica chiederle di spostarsi o decapitarla (che scena splatter..) ma la prossima volta mi nasconderò una fionda nel reggiseno…e mi allenerò nel tiro con lo schermo dei vostri smartphone.

La foto di copertina è del giornale Estense.com mentre quella della piazza è di Rolling Stones

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7 pensieri riguardo “Se i Kasabian fanno saltare “Ferrara sotto le stelle”

  1. I concerti all’aperto, in location particolari, sono davvero coinvolgenti. Qualcuno ne ho visto anch’io (Lucca, Pavia, Torino) e ne ho proprio uno la settimana prossima in una location davvero particolare (Villa Pisani di Strà, se conosci).
    I Kasabian sono bravi, per una fan come te deve essere stato davvero un evento straordinario.

    Riguardo l’uso smodato dei cellulari.. che dire. Io faccio sempre alcune foto con la macchina fotografica (vengono cento volte meglio), ma in effetti stare lì a scattare e registrare ti fa anche perdere la bellezza del momento.

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    1. Non conosco Villa Pisani ma sarei curiosa poi di sapere le tue impressioni! I Kasabian sono divertenti e, se vuoi rilassarti e cazzaggiare, te li consiglio come sottofondo! Per quanto riguarda le foto, ai controlli di sicurezza le macchine fotografiche non sono mai ammesse…per questo tutti usano il cellulare…anche io…ma faccio delle foto orribili! E poi, come dici tu, non mi va di perdere tempo a registrare se posso godermi il momento!! Grazie del commento! 🙂

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      1. La macchina fotografica la porto comunque, mica possono sequestrarla. Al massimo non la uso, se vedo che i controlli sono pressanti (durante il concerto di Prince pretendevano di dar loro la scheda SD, esagerazione).
        Vedremo, location insolita, si tratta di una classica villa veneta, molto nota nella zona per i giardini ed il labirinto di siepi.

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      2. Non so che tipo di concerto andrai a vedere (anzi te lo chiedo ora…di chi?? Sono curiosa) ma per tutti quelli che ho visto io l’organizzazione diramava un preciso elenco delle cosa che non potevano essere introdotte all’evento. Poi magari mi dirai com’è andata! Ora cerco su internet la location ma sono certa sarà bellissima! 🙂

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      3. Ciao.
        Andrò a vedere “Kruder & Dorfmeister”, duo di DJ atipico, che mescola sonorità elettroniche con ritmi tipo samba e bossa nova. Non so cosa aspettarmi, in alcuni concerti sono accompagnati da band e vocalist, in altri fanno un po’ come i Chemical Brothers… vedremo.

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