La grande musica che arriva al Sud e i vent’anni del Vulcanica Live Festival

E’ finita l’estate.

Meno male.

In poco più di tre settimane si sono concentrati eventi che, probabilmente, faranno ricordare l’estate 2018 come la più strana e funesta degli ultimi anni.

Da me ha piovuto ogni benedetto pomeriggio.

La mia, comunque, è stata un’estate di relax e nullafacenza passata in famiglia al paesello.

Una cittadina del Sud che continua a vivere grazie all’attaccamento (direi quasi campanilismo) dei suoi abitanti, alle numerose cantine di Aglianico che d’estate aprono le porte ai visitatori e alla volontà di ragazzi coraggiosi che vivono tra gli stessi vicoli, piazze e panorami in cui sono nati e che non si rassegnano al fatto che il loro paese natale non abbia più elementi di vita sociale come un teatro o un cinema.

Se la pigrizia o l’indifferenza non consentono di riaprire un cinema, gestire un impianto sportivo, usare la freccia quando si guida, ci hano pensato loro a rivitalizzare e impreziosire una comunità portando musica e cultura ai piedi di un vulcano spento.

E 20 anni fa hanno inventato il Vulcanica Live Festival.

Questo articolo è un’ode al Vulcanica Live Festival perché è una iniziativa che mi inorgoglisce. Perché per me che – come giustamente diceva un mio collega di radio – vivo costantemente in bilico tra caciocavallo e mortadella, tra Aglianico e Lambrusco, sapere che c’è chi FA in un paese di 15.000 abitanti è una cosa bella, da sponsorizzare e a cui partecipare.

Io sono una folle amante dei concerti. Ho visto concerti in molte città, in varie location, con diverse compagnie…ma devo dire che vederne uno con la mia famiglia, in una cornice che conosco da quando sono piccola, è una cosa emozionante perché mi permette di condividere con i miei cari la mia grande passione per la musica dal vivo e mi fa riscoprire un senso di comunità che magari, nella fretta della grande città in cui vivo, a volte dimentico.

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Il 24 Agosto sono andata a vedere il concerto di chiusura della ventesima edizione del Vulcanica Live Festival che ha visto sul palco Marina Rei e Paolo Benvegnù nel loro progetto musicale “Canzoni contro la Disattenzione”.

“Canzoni contro la Disattenzione” è un viaggio tra grandi classici della canzone italiana rivisitati e pezzi più significativi del repertorio dei due cantautori. Un percorso che si snoda tra musiche del passato e del presente alla riscoperta dell’ascolto attento di una canzone con le sue parole, i gesti degli artisti, il loro timbro di voce…al di là dell’uso di synth e autotune tanto di moda ora.

E’ stato uno spettacolo bello e partecipato. Cerchi nell’acqua, Il mare verticale, Al di là di questi anni, Fammi entrare (la mia preferita…me lo ricordo ancora quando Marina Rei la cantò a Sanremo, lei ai tamburi e Riccardo Sinigallia al piano), Up Patriots to Arms, La canzone dell’amore perduto, Pensiero stupendo (rifatta con la chitarra elettrica al modo degli Afterhours mi è piaciuta tantissimo) e molti altri pezzi per circa due ore piene di spettacolo.

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Bello e consigliato…è in programma tra i concerti della Festa dell’Unità quindi bolognesi andate a vederlo!

Il compleanno del Vulcanica Live Festival si è chiuso tra gli applausi onorando degnamente una storia di successi lunga 20 anni.

Era il 1999 quando un gruppo di studenti universitari e del conservatorio decisero di organizzare un festival tutto loro dedicato al territorio del Vulture e dei Laghi di Monticchio invitando gruppi emergenti ad esibirsi. Dai gruppi emergenti ad artisti del calibro quali – tanto per citarne alcuni – Bandabardò, Afterhours, Max Gazzè, Giovanni Allevi, Stefano Bollani & Enrico Rava, Ludovico Einaudi, Paolo Fresu, A Toys Orchestra, Brunori SAS, Musica Nuda, Vinicio Capossela, Nicola Piovani, Andrea Scanzi & Giulio Casale, Cristina Donà, Danilo Rea, Fabio Concato, il passo è stato breve ma non privo di difficoltà organizzative e logistiche…e di sicuro non privo di ansie. Pioverà? Rientreremo nelle spese? Il pubblico ci darà fiducia?

Anche perché…diciamolo…organizzare queste cose in una piccola comunità è un po’ un azzardo. Ricordo con il sorriso il concerto di Cristina Donà e le conversazioni in famiglia a riguardo:

Io: “Andiamo a sentire Cristina Donà al Vulcanica?”

Famiglia: “Ma non la conosciamo”

Io: “Fidatevi”

Famiglia: “Ok”

….e poi giù con applausi ed entusiasmo

(A onor del vero devo dire che la family non si tira indietro quando si tratta di nuovi ascolti di nuova musica, da qualcuno devo pur aver preso!)

E così sono passate 20 edizioni, 110 artisti ospiti, 16.000 spettatori e vari progetti paralleli al Festival organizzati dall’Associazione Vulcanica come il Teatro Canzone, o “Canzoni nell’appartamento”: musica e poesia in un contesto intimo come il soggiorno di un’abitazione.

L’ Associazione Vulcanica è un piccola grande realtà nata al Sud e dedicata a tutti.

Se volete dare un’occhiata al loro sito per conoscere meglio i ragazzi del Vulcanica, ve lo linko qui:

http://www.associazionevulcanica.it/index.html

E questa è la loro pagina fb:

https://www.facebook.com/vulcanica.associazioneculturale/

Alla fine erano solo 4 amici al bar che volevano cambiare il Mondo.

O almeno il loro.

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I video che posto qui sotto non sono riprese dal Vulcanica ma da un’altra esibizione nell’ambito del tour di Marina Rei e Paolo Benvegnù ma rendono benissimo l’idea della bellezza dello spettacolo e di quanto questi due artisti siano eclettici.

Ci ho aggiunto anche altri due video di pezzi che piacciono a me.

Buon ascolto!

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