Consiglio spassionato di lettura

Da qualche tempo mi sono accostata alla lettura di libri in tema “musica”.

Sono partita dalle biografie di band e personaggi illustri e devo dire che non sempre i risultati, a fine lettura, mi hanno esaltato.

Capita che questi libri, pur partendo con le ottime intenzioni di raccontare la nascita di un gruppo che ha fatto la storia o l’origine di uno stile che ha caratterizzato artisti di future generazioni o la vita complicata di grandi icone, si perdano poi nell’elencazione di una sequela di date e avvenimenti.

Ho sempre pensato che un grande cantante e/o compositore sia tale perché mette nel suo lavoro le sue esperienze, il suo vissuto, gioie e dolori filtrati con il talento e la maturità. Di conseguenza credo che scrivere di musica altrui in maniera coinvolgente e catturare la sensibilità di un artista per metterla su carta, sia difficilissimo. Per di più parliamo di una cosa di impalpabile e dalla percezione estremamente soggettiva come la musica.

Quindi, quando il mio amico Matteo mi ha prestato l’ennesimo libro di raccolte delle ennesime interviste ai grandi della musica, ho pensato : “Sarà n’altra pippa”.

Avrei dovuto subito intuire che questo libro sarebbe stato diverso da due indizi ovvero il titolo: “Tutti ti amano quando sei morto” e l’autore: Neil Strauss, giornalista americano che scrive per il Time e Rolling Stone, conosciuto per lo più per il suo romanzo best seller “The Game: La bibbia dell’artista del rimorchio”.

L’artista del rimorchio che intervista Ozzy Osbourne, Snoop Dogg, Madonna.

Mah…

Apro scetticissima pagina 1 e leggo d’un fiato tutte le 476 pagine.

Il libro è sì una raccolta di interviste agli esponenti più importanti della musica dei decenni passati e di oggi, ma ogni intervista è particolare perché entra nella quotidianità dell’intervistato.

Neil viene trascino da Snoop Dog a comprare pannolini ed intanto parlano di Tupac e della scena gangsta rap, chiacchiera con Dolly Parton di droghe e musica country, ascolta Trent Reznor che gli confida la sua passione per i giochi on line ma anche la sua necessità di “scorticarsi l’anima” per tirare fuori belle canzoni, si fa un bicchiere con Bruce Springsteen, un bagno con Marilyn Manson e rimbocca le coperte a Christina Aguilera.

Un libro originale in cui le interviste sembrano rubate, chiacchiere da bar lontano dai riflettore e dalle domande decise a tavolino. E’ proprio in queste circostanze che gli artisti rivelano il loro lato migliore o peggiore. Parlano delle loro ansie, delle loro storie e così, tra una pagina e l’altra, trovi perle di saggezza come ad esempio Jonny Cash che ammette di aver “attraversato con leggerezza e poesia il confine con il lato oscuro, ma c’era l’amore che mi faceva andare avanti”.

Dentro c’è  musica ma anche qualche cosa in più come un’intervista ai roadies ovvero quelli che stanno dietro le quinte di un concerto e che montano, smontano, organizzano e rendono possibile uno spettacolo. La loro intervista mi ha colpito molto perché sono le parole di chi, per seguire una passione che diventa lavoro, perde i ritmi e la abitudini di una vita normale, a volte lasciandosi fuggire tra le mani cose che poi, con il passare del tempo, diventano rimpianti.

Il libro si chiude con un breve elenco di “Istruzioni per vivere compilate seguendo le esperienze comuni di queste interviste”. Fra queste istruzioni, tutte intelligenti e sagaci, quella che mi è piaciuta di più è: “Di sì a cose nuove. La maggior parte delle persone ricche e famose lo è diventata per coincidenza: provando a fare qualche cosa di nuovo un giorno, rispondendo ad annunci riservati o lavorando sodo con scarso riconoscimento, ma alla fine hanno messo in moto una catena di eventi che li ha portati ad essere nomi noti […]”

Il mio obiettivo di certo non è essere un nome noto ma mi piace pensare che dire “si”, lanciarsi in cose nuove ed essere positivi, ti apra mille scenari e regali occasioni esaltati.

O almeno si spera.

Vale la pena, leggetelo!

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4 pensieri riguardo “Consiglio spassionato di lettura

  1. Ho letto anch’io alcuni libri, o monografie, su cantanti o band. A volte autobiografici.
    A memoria: Jeff Buckley, Depeche Mode, Pet Shop Boys, Tiziano Ferro, Pete Burns e certamente altri che ora alle 8 di mattina non riesco a ricordare.
    Diciamo un modo diverso per conoscere i nostri beniamini.

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