Il mio concerto degli Smashing Pumpkins

E’ passata quasi una settimana dal concerto degli Smashing Pumpkins a Bologna ma ho preferito non scrivere il report di getto come faccio di solito perché nell’immediato, in mezzo a commenti entusiasti ed esclamazioni di stupore, mi sentivo una voce  fuori dal coro.

A questo concerto ci sono arrivata carica, pregustando la nostalgia anni ‘90 che avrebbe invaso me e i miei coetanei, cullati dalle note di 1979: “Ti ricordi? Questa la ascoltavamo con il lettore CD in villetta, quando bigiavamo scuola”. E poi è stato decisamente un concerto evento: quello del tour per i 30 anni della band, l’unica data italiana, la seconda europea. E io c’ero.

Intorno a me ragazzi con magliette dei Pearl Jam, Alice in Chains, Nirvana, per celebrare il gruppo dell’era grunge meno grunge in assoluto.

Lo spettacolo inizia con un intro tutto luci a cui segue Disarm e prosegue per più di tre ore filate di musica impeccabile, con la voce magnetica di Billy Corgan che non è invecchiata molto da quando aveva ancora i capelli. Proiettate sul fondale del palco ci sono storie, quasi micro film che accompagnano ogni nota e poi c’è lui, Billy. Lui e il suo ego smisurato.

Video di lui da bambino, ragazzo, uomo, lui disegnato come una carta dei tarocchi, lui vestito come Darth Vader, lui rockstar. Perché se vai a vedere un concerto degli Smashing Pumpkins lo sai che probabilmente non pogherai e sai altrettanto bene che William Patrick Corgan è abbastanza fuori di testa e pieno di sé da lanciarsi nella carriera di Talent Scout del Wrestling e suonare un concerto di 8 ore basato su “Siddharta” di Herman Hesse (si, l’ha fatto davvero. Vi linko qui l’unico sito italiano che ne ha parlato qui).

Però ad un certo punto, in mezzo alla folla di 15.000 persone, nel mio angolino di parterre lontano dal palco ho pensato, quasi con un pizzico di fastidio: “Ok, Billy basta…anche meno”. Perchè per me il coinvolgimento è decollato a fatica a causa principalmente dell’assenza totale di maxischermi che mostravano cosa succedesse sul palco. Se voglio sentire un grande musicista posso anche ascoltarmelo per radio ma se vado ad un concerto io voglio vedere tutto, voglio sentire tutto, voglio partecipare. Cosa sta accadendo lì sopra? Che faccia hanno Billy e gli storici James Iha alla chitarra e Jimmy Chamberlin alla batteria? Dalle retrovie mi sono persa cose meravigliose e lo so perchè le ho viste dopo nei video e nelle stories di Instagram di amici che erano più avanti.

E capirete che esclamare “Ma dai! E’ successo anche questo” ad un concerto dove c’eri anche tu, non è proprio il massimo.

Mi sono persa la statua di Billy Corgan a mò di Santo rosso sangue portata a spasso nelle prime file

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e la clip degli incendiari angioletti di Siamese Dream.

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E’ stato un peccato non riuscire a vedere nulla perché spesso, tra la selva di teste e il palco così lontano, la mia attenzione calava e la cover di Stairway to Heaven ad un certo punto mi sembrava infinita.

Ad di là della mia giornaliera razione di disagio personale, musicalmente parlando il concerto è stato perfetto perché loro sono dei musicisti perfetti. Zero sbavature, zero improvvisazione e assoli di chitarra tiratissimi.

La scaletta (che vi pubblico sotto insieme ad alcuni video) raccoglieva il meglio della loro produzione dagli esordi di Gish, a Siamese Dream , a quel capolavoro che è Mellon Collie and the Infinite Sadness, fino a Machina.

E ci sono tutte le loro sfumature: il dark, il pop, il rock e lo psichedelico.

E sul finale una delle mie preferite: Bullet With Butterfly Wings con quella grande verità in apertura che è il verso “The World is a Vampire”

Di certo gli Smashing Pumpkins non hanno tradito le altissime aspettative.

Ma al loro prossimo concerto arriverò all’apertura dei cancelli.

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Questa la lunga scaletta:

Disarm
Rocket
Siva
Rhinoceros
Space Oddity (cover di David Bowie)
Drown
Zero
The Everlasting Gaze
Stand Inside Your Love
Thirty-Three
Eye
Soma
Blew Away
For Martha
To Sheila
Mayonaise
Porcelina of the Vast Oceans
Landslide (cover dei Fleetwood Mac)
Tonight, Tonight
Stairway to Heaven (cover dei Led Zeppelin)
Cherub Rock
1979
Ava Adore
Try, Try, Try
The Beginning Is the End Is the Beginning
Hummer
Today
Bullet With Butterfly Wings
Muzzle

E qui i video.

Quasi quasi mi emoziono riguardandoli!

 

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17 pensieri riguardo “Il mio concerto degli Smashing Pumpkins

  1. Anche a me piacciono i concerti che abbiano una impostazione scenica a 360°, con maxi schermi e luci. Perché in effetti i biglietti sono salati, ed è quasi un diritto pretendere di vedere e sentire bene, anche se si è distanti.

    Io sogno sempre il rientro della carismatica D’Arcy

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  2. Belli!! Sono quelli dell’epoca grunge che ascolto meno, proprio perché sono meno grunge, ma mi piacciono comunque molto! Mellon collie è stupendo, ma anche altri album! Peccato che non hai potuto vedere tutto, dato che c’erano anche cose particolari da vedere oltre alla musica! Mi fa piacere però che siano ancora impeccabili! 🙂

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      1. in realtà i biglietti di diverso costo ci sono già anche nel parterre: il PIOT ovvero proprio sotto il palco e il parterre normale…che comunque costa circa 60 euro quindi mi aspetto, in generale, di essere messa in condizioni di partecipare! 😀

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  3. Non c’ero ma ho seguito con un bel po’ di interesse i pezzi di stories su instagram ecc… diciamo che l’emozione dell’evento è arrivata anche a me. Certe canzoni hanno un’attrazione eterna e irresistibile e gli Smashing Pumpkins ne hanno fatte tante così. Unica cosa che non mi spiego è coverizzare canzoni del calibro di Space Oddity e Stairway To Heaven, che sono talmente dei classici che riescono insopportabili da sentire persino provacchiate nei negozi di strumenti musicali. Ci manca solo Smoke on the water… boh sarà l’ego di Billy Corgan che vuole pisciare troppo lungo, però penso che trenta canzoni degli Smashing Pumpkins fossero già sufficienti a rendere il concerto epocale. Sicuramente provo tanta invidia per chi c’era (per esempio te, e alcuni amici of mine)

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    1. Si. le cover si spiegano solo con l’ego di Billy e personalmente credo non abbiano aggiunto nulla ad un concertone del genere. Io però, pur riconoscendo di aver partecipato ad un vero e proprio evento, amo i cantanti che “si danno”. Forse sbaglio io, forse è un pensiero adolescenziale…o forse avrei solo dovuto aspettarmelo perchè in realtà Billy Corgan è sempre stato così. Però mi ha lasciato un pò di amaro in bocca in un contesto epocale.

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