Sono di Concerto

“Antonio mi scrivi un pezzo per il blog? Mi racconti uno dei concerti a cui sei stato? Quello che ti è rimasto più impresso?”

“Eh…quello che mi è rimasto più impresso…difficile! Facciamo che ti scrivo di tanti concerti!”

“Ok, mi fido”

Detto fatto.

Antonio, esperto concertista, oltre ad essere mio amico da ben 18 lunghiiiissssimi anni, è stato il mio fidato co-conduttore in Radio Hirundo (ve ne ho parlato qui).

E’ quindi quello con cui per molto tempo, davanti a mixer, pizza e birra, ho condiviso l’ebrezza della diretta via web scambiandoci opinioni su attualità, fatti seri e meno seri e, chiaramente, musica.

Questo pezzo è pieno di concerti, pensieri ed esperienze.

Ed io sono assai contenta di pubblicarlo non solo perchè è un racconto bello e personale, ma anche perchè ad un paio di questi concerti, c’ero anche io!

Buona lettura!!

concerto

Leggendo divertito/con interesse i racconti dei vari concerti sul tuo blog, ho notato che pochi utenti del genere maschile ti hanno donato la loro esperienza. Non so, forse fai selezione all’ingresso!

Chi poteva contribuire a rialzare la media, se non il tuo vecchio compagno di radio!?Forse sono un concertista un po’ arrugginito, ma qualcosa da scrivere ce l’ho!

Se mi permetti, voglio andare oltre il singolo evento e fare un racconto più ampio, perché ogni concerto racchiude in sé un groviglio di sensazioni, immagini e ricordi positivi/negativi che ti porti dentro per sempre.

Ho quindi pensato di fare un viaggio epidermico e viscerale sull’onda dei concerti che hanno segnato la mia esistenza (mi maledirai dato che avrei potuto riempirti il blog).

Concerto: un’esperienza psicofisica dal climax automatico, che nasce con l’annuncio del tour. Di lì subito il messaggio al possibile compagno di concerto. Un passaggio non inevitabile/scontato, perché il concerto in solitaria non è una bestemmia. Ad esempio il 18 maggio 2008 ero all’Arena Civica Milano ad ammirare i Radiohead , e a fianco a me una ragazza sola, dal profilo accattivante, cantò e seguì con una forza spirituale travolgente l’intero concerto, per poi svanire dietro le ultime note di “Paranoid Android”. Avrei voluto dirle qualcosa ed invece sono stato lì impalato…lasciamo stare, non devo raccontare le mie disavventure amorose!

Trovato il compagno bisogna appuntarsi la data di uscita dei biglietti, per lasciarsi libera l’agenda ed essere pronto a sfidare l’orda barbarica dei concertisti. Vinta la battaglia ti accorgi però che il concerto si terrà un anno dopo, e quindi inizi a soffiare sulla clessidra, per accorciare le meccaniche del tempo (bei tempi quando i concerti erano liberi e subito fruibili!)

il mio debutto è stato nell’agosto 1991: gli Stadio, Piazza Maggiore, Pietragalla

Probabilmente fu per il paese il concerto più entusiasmante di sempre, e a  distanza di anni ancora ricordo ogni particolare: le canzoni, chi mi stava vicino, la folla.

E’ naturale, quasi ogni concerto ti rimane tatuato nell’anima, e il suo ricordo ti riporta immediatamente a quell’istante (La musica e i concerti insieme alla fotografia sono le vere uniche macchine del tempo)….si, ora scrivendo mi ritrovo all’improvviso al concerto degli U2 allo Stadio Delle Alpi di Torino. Era il 21 luglio 2001, in piena estate e in pieno G8 a Genova…io ero con una ciurma di 20 amici nello stadio di Torino, per trascorrere 2 ore e mezza tutte d’un fiato insieme agli U2 ed urlare Sunday Bloody Sunday …indimenticabile.

Momenti indimenticabili, come quelli che precedono l’evento, quando si entra in modalità concerto, circondati unicamente dai suoni del tuo artista, in macchina o a casa durante le pulizie. Tutto il resto è bandito, bisogna entrare nel karma del proprio artista.

E poi bisogna organizzare la trasferta. Il concerto fuori dalla tua città è più stancante, ma emotivamente più intenso. Esci di fretta dal lavoro e ti catapulti verso la destinazione raccogliendo i compagni d’avventura. Lungo il tragitto si chiacchiera, si ascoltano i protagonisti del concerto, si mangia qualcosa, ma soprattutto si cerca il parcheggio e con una prestazione alla Bolt si corre verso lo stadio.

Tanta frenesia è ripagata ampiamente, sempre!

Come in quel 18 luglio 2013 a San Siro, quando i Depeche Mode, suonarono pezzi come questo:

E come dimenticare la quaterna di Villafranca, compagni di viaggio diversi ma serate uniche, magiche e irripetibili, dove ambientazione, clima e performance degli artisti regalarono ore di immortalità:

30 luglio 2011 – Ben Harper

26 Giugno 2012 – Portishead

24 giugno 2014 – Arcade Fire

02 Settembre 2012 – Sigur Ros

..e lacrime…come quelle della ragazza alla fine del pezzo dei Sigur ros che vi ho postato (ascoltatelo).

Il concerto è un’esperienza totalizzante, adrenalinica e salutare. E la sospensione del tempo e dello spazio del post concerto è una delle sensazioni più metafisiche che si possano raggiungere che si prolunga anche nei giorni a seguire. E’ un pezzo di vita che conserverai per sempre nel tuo scrigno, da aprire ogni volta che vorrai staccarti dalla routine quotidiana.

Ma le sensazioni possono essere anche negative, come quando l’artista non è sulla tua lunghezza d’onda e non ti coinvolge, e rientri a casa con l’amaro in bocca, come nel caso del concerto del 3 Aprile 2014 – Franz Ferdinand – Forum di Assago

Ci sarebbero tante altre storie da narrare, ma non voglio esagerare.

Consentimi però di raccontare un’ultima emozione, quella di un concerto vissuto accanto alla propria metà. Ha un sapore diverso, perché guardi con 4 occhi, applaudi con 4 mani, ascolti con 4 orecchie e dai il ritmo con 2 cuori.

Così è stato il 9 luglio 2018 a Messina, davanti ai Negramaro

Canzone simbolo del concerto, come spesso accade, quella inaspettata, che non conosci o non hai mai considerato, ma che ti entra dentro grazie all’atmosfera e all’interpretazione dell’artista.

Per tutto questo in fondo non sono di Bologna, ma sono di Concerto

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8 pensieri riguardo “Sono di Concerto

    1. Se ti piace la musica ti piace ascoltarla anche nei peggiori bar di Caracas!
      Pensa che quando ho sentito i Radiohead (non ricordo precisamente l’anno in realtà) avrebbero dovuto suonare a Bologna in Piazza Maggiore..location super suggestiva. Poi, dato il numero delle richieste, suonarono all’Arena Parco Nord che praticamente è una specie di anfiteatro naturale di sola terra.
      Fu bellissimo lo stesso!
      I Depeche li ho ascoltati sia all’ UnipolArena (mega palazzetto dello sport coperto) sia allo Stadio….vince lo Stadio con l’estate e il caldo..e poi lo Stadio di Bologna è 1/20 San Siro! La prossima volta vieni a Bo!

      Piace a 1 persona

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